Manchester United di nuovo in zona Champions: come Carrick ha cambiato i Red Devils

Michael Carrick ha stravolto il Manchester United: così a Old Trafford si è tornati alla normalità
Sembra essere cambiato tutto in poco tempo dalle parti da Old Trafford, grazie a qualcuno che ha rimesso ordine dove regnava il caos. Quel qualcuno è Michael Carrick, con cui il Manchester United è passato in poche settimane da essere squadra fragile e disorganizzata a macchina da punti.
Le ultime quattro vittorie consecutive in Premier League ora vogliono dire quarto posto e, quindi, zona Champions League. Un cambio netto, nei numeri, nel sistema, nelle scelte in campo e soprattutto nell’identità, dopo l’esonero di Ruben Amorim. Un ritorno alla normalità, reso possibile da chi ha vissuto uno United diverso da quello che negli ultimi anni fatica a ritrovare la sua identità.
Con lui, infatti, i Red Devils hanno affidato la panchina a uno che conosce Old Trafford come pochi altri. Dodici stagioni in maglia United (2006-2018), 464 presenze e 24 gol, una carriera costruita sull’intelligenza tattica e sulla capacità di adattarsi. Mediano davanti alla difesa, mezzala, fino a reinventarsi difensore centrale sotto la guida di Sir Alex Ferguson, in una stagione 2012/13 segnata dagli infortuni.
Uno che ha anche indossato la fascia di capitano, ereditandola da un certo Wayne Rooney, prima di essere costretto a fermarsi. “Dopo essermi sentito strano durante la partita contro il Burton, mi sono sottoposto a una serie di test: si è scoperto che la causa è un’aritmia cardiaca”, ha raccontato l’ex centrocampista. Uno scoglio che superato, tornando a giocare dopo il ritiro del 2018. Un addio al calcio giocato, ma solo un arrivederci a quella che è come una seconda pelle.
Carrick, impatto immediato: numeri e classifica
“Guidare il Manchester United è un onore. So cosa serve per avere successo qui”, ha dichiarato Carrick al momento dell’ufficialità del suo arrivo in panchina. Parole di chi ha vinto tutto: 5 Premier League, una Champions League, una Europa League, un Mondiale per Club, una FA Cup e 2 Coppe di Lega. Ma non è una prima volta assoluta alla guida dei Red Devils. Dopo il ritiro era entrato nello staff tecnico prima con Mourinho e poi con Solskjaer, guidando poi lo United ad interim nel 2021 dopo l’esonero del norvegese. Tre partite, nessuna sconfitta: vittoria contro il Villarreal in Champions, pareggio con il Chelsea e successo contro l’Arsenal.
Quando è tornato, Carrick ha ripreso da dove aveva lasciato: dodici punti in quattro partite, contro i sette raccolti da Amorim nelle prime cinque. Subito una serie di vittorie pesanti contro City, Arsenal, Fulham e Tottenham. Quattro successi consecutivi che mancavano allo United da febbraio 2024, con Erik ten Hag in panchina.

Come Carrick ha stravolto il Manchester United
Il cambio è stato prima di tutto tattico. Difesa a quattro, terzini più prudenti per proteggere i centrali dalle transizioni e maggiore equilibrio tra i reparti. Una struttura semplice che ha restituito certezze a una rosa profondamente cambiata nel corso degli anni, con solo cinque superstiti del 2021 (Bruno Fernandes, Amad Diallo, Maguire, Dalot e Shaw).
Carrick ha avuto il merito di rivalutare giocatori destinati a un ruolo di secondo piano. Un esempio è l’ex Lecce Patrick Dorgu che, da esterno a tutta fascia nel 3-4-2-1 di Amorim, sembrava sacrificabile con il ritorno al 4-2-3-1. Invece Carrick lo ha reinventato esterno sinistro d’attacco, a supporto di Cunha. Il risultato? Due gol decisivi: prima contro il City, poi una splendida mezza volée dal limite contro l’Arsenal per il 2-1 al 50’.
Il coraggio di puntare sui giovani
Carrick non ha paura di osare. Pesca dall’Academy e concede minuti a chi se li merita. Tyler Fletcher, classe 2007 dell’Under 21, è stato gettato nella mischia negli ultimi minuti per respirare l’atmosfera della Premier League contro il Tottenham.
La scelta simbolo della sua gestione resta però il rilancio di Kobbie Mainoo. Due assist in quattro partite, titolare fisso dopo mesi di oblio. Amorim lo aveva messo ai margini, Carrick lo ha riportato al centro del progetto. “È giovane e dobbiamo stare attenti a non caricarlo di troppe responsabilità”, ha spiegato Carrick dopo la gara col Tottenham. “Sta ancora imparando, ma il suo impatto è importante e continueremo ad aiutarlo”.
Ma anche un giocatore fatto e finito come Bruno Fernandes ha beneficiato del cambio. 4 assist e 1 gol sotto la gestione Carrick, prestazioni costanti e leadership ritrovata. “Michael ha dato ai giocatori la libertà di assumersi responsabilità e prendere decisioni”, ha dichiarato il capitano. “Può essere un grande allenatore, e lo sta dimostrando”.
Obiettivo Champions e una promessa da mantenere
Dopo l’ottavo posto nel 2023/24 e il quindicesimo nel 2024/25 sotto Amorim, il Manchester United può finalmente tornare in Champions League. Un traguardo che cancellerebbe anche l’ultima disastrosa partecipazione europea, chiusa con sei sconfitte nella fase a gironi.
E intanto, tra i tifosi, cresce l’attesa per la possibile quinta vittoria consecutiva: martedì contro il West Ham basterebbe un successo per permettere al noto tifoso Frank Ilett (TheUnitedStrand) di mantenere la promessa e tagliarsi finalmente i capelli dopo oltre un anno.
A cura di Rosa Monopoli