Genoa, De Rossi: “Venturino? Ho chiamato tutti a Roma e ho detto che arriva un mio protetto”

Le parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa in vista della sfida di domenica 25 gennaio tra Genoa e Bologna.
Si avvicina il weekend della 22esima giornata di Serie A che vedrà affrontarsi, tra le tante sfide, anche Genoa e Bologna. In vista del match di domenica 25 gennaio è intervenuto in conferenza stampa Daniele De Rossi.
Ha esordito parlando di Baldanzi: “Tengo molto a lui, vedo tantissimo in lui ma a oggi non è ancora un giocatore del Genoa. Mi concentro su chi spero domenica ci faccia vincere la prossima partita. Baldanzi centravanti? Gasperini gli ha fatto fare il falso centravanti, un trequartista in più aiuterebbe nella manovra, ma toglierebbe presenza in area“.
“Qui abbiamo attaccanti forti che migliorano giorno dopo giorno. Quando arriverà vedremo se anche quella è un’opzione, ma non credo ci sarà la necessità di metterlo centravanti. È un giocatore che deve stare il più possibile dentro al campo, ha doti per cercare palla dentro gli spazi, continua a non avere la gamba che voglio per fare la fascia, ma ha il dna dei genoani“, ha continuato.
Si è poi soffermato anche su Bijlow: “Titolare o qui a giocarsi il posto? Ci devo pensare o non te lo voglio dire (scherza, ndr): è arrivato motivato, non sapevo avesse giocato sempre solo al Feyenoord, mi sono immedesimato nel mio primo giorno al Boca, può sembrarti strano, puoi sentirti frastornato. È stato accolto bene da tutti, Leali, altri portieri, preparatori. Il giorno che è arrivato per fatalità è venuto a trovarmi qui Strootman e mi ha detto quanto bene di lui si diceva“.
Genoa, le parole di De Rossi
Si parla di nuovi arrivati ma anche di chi ha salutato. De Rossi quindi ha proseguito parlando di Venturino: “È un ragazzo posato, educato, non tonto, super rispettoso di tutti i ruoli. Mi spiace perché inizi la stagione, hai 22 giocatori, decidi la tua rosa, punti su Venturino o su Fini e magari gli dai possibilità. Io ho accettato il Genoa quando aveva 3 punti. Forse è una mentalità molto italiana, forse un po’ vecchia nonostante io sia un allenatore giovane. All’inizio pensi di appoggiarti un po’ all’esperienza. Avrei dovuto avere un po’ più di coraggio, ma non era facile arrivare con 29 giocatori e quando hai partite da dentro fuori punti su altri giocatori. Mi prendo la responsabilità su di lui e Fini, ho dato poco spazio non perché non mi fidassi di loro. Lorenzo ha una gamba impressionante, spero faccia una grandissima stagione e che abbia un grande successo, se lo merita. Ho già chiamato tutti a Roma e ho detto che arriva un mio protetto“.
E infine il focus si è spostato su Zätterström: “In Nils ho visto grandi qualità, che aveva fatto vedere più a Malmo che in Inghilterra. Ha qualità sulle quali voglio lavorare, farà la riserva di Vasquez. Giocatore di personalità, mancino, gioca a testa alta. Sa posizionarsi, sono orgoglioso di scoprirlo sperando che il suo adattamento sia il più veloce possibile per vedere che giocatore può diventare“.