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Paratici: “Fiorentina scelta coraggiosa, non sono un dirigente di passaggio”

Fabio Paratici (Imago)
Fabio Paratici (Imago)

Le parole del direttore sportivo della Fiorentina prima della partita contro il Jagiellonia

Dopo la vittoria nell’ultima partita di campionato col Como, la Fiorentina torna in Europa per i playoff di Conference League.

I viola partono dalla Polonia per l’andata sul campo del Jagiellonia, mentre il ritorno si giocherà tra una settimana a Firenze.

Prima della partita, il d.s. Fabio Paratici ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Viviamo un momento delicato, ma dobbiamo dividere l’Europa dal campionato. Giochiamo ogni partita per ottenere il massimo“.

Paratici ha anche sottolineato la forte presenza di giocatori della Primavera viola in panchina, viste le diverse indisponibilità: “Stasera diamo un grande segnale di esempio e di stimolo per il settore giovanile: tredici calciatori presenti qui in Polonia escono dal nostro settore giovanile, giochiamo con nove italiani e quattro dei cinque giocatori del reparto difensivo si sono formati nel nostro club. I fatti danno l’esempio, ci sono speranza e la volontà di creare qualcosa di importante all’interno del club“.

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Fabio Paratici

Paratici: “La Fiorentina ha risorse per costruire per il futuro”

Il direttore sportivo ha anche parlato del mercato fatto dalla Fiorentina, condotto da lui solo in parte: “Cerchiamo di costruire una squadra funzionale a quello che l’allenatore vuole mettere in mostra. Si voleva passare da una difesa a tre a una a quattro, con giocatori di centrocampo che si inserissero ed esterni in grado di saltare l’uomo e dare qualità. Il pensiero è stato questo, solo in parte mio perché ero ancora al Tottenham: si è cercato di creare la miglior rosa possibile in base a ciò che il mister vuole mettere in pratica“.

Infine, Paratici ha concluso parlando delle motivazioni che l’hanno spinto a scegliere la Fiorentina: “La mia è sembrata una scelta incosciente, ma invece è stata coraggiosa. Essere coraggiosi vuol dire avere la consapevolezza dei rischi che ne conseguono. Anche in una situazione di classifica difficile, ho pensato che la Fiorentina potesse avere le risorse per venirne fuori e per costruire qualcosa anche per il futuro. Per questo ho firmato un contratto molto lungo. Nella mia storia, sono sempre stato tanti anni nello stesso club: non sono un dirigente di passaggio“.