Caldara a Sky Sport Unplugged: “Davo tutto per il calcio. Parlare mi ha aiutato a superare le difficoltà”

Mattia Caldara ha ripercorso la sua carriera a Sky Sport Unplugged. Dai successi alle difficoltà, ecco il suo racconto
“Quando vedo le squadre entrare in campo ti ri-immagini quei momenti lì. È una cosa che ho vissuto tanto e quando sai che non puoi più averla ti manca. Il ricordo che ho avuto è bellissimo, ma sai che c’è quell’amaro in bocca perché non puoi riviverlo“. Mattia Caldara ha iniziato così il suo racconto al vodcast “Sky Sport Unplugged”.
L’ex difensore dell’Atalanta è tornato sulle emozioni vissute con la maglia nerazzurra. In particolare, Caldara si è soffermato sul doppio confronto del 2020 contro il Valencia in Champions League. A riguardo ha detto: “Ci ha dato un grande aiuto Josip (Ilicic ndr). Dentro di noi avevamo l’impressione di essere in un’altra dimensione“. Mattia, protagonista di una delle lettere della rubrica “Consapevolezze” su gianlucadimarzio.com, ha ricordato le emozioni vissute con la maglia dell’Italia: “Mi ha fatto davvero piacere essere convocato dalla Nazionale. Mi accontento così“.
L’ex difensore ha proseguito dicendo: “Sfortunatamente ho vissuto tanti infortuni. Hai la sensazione di rincorrere sempre qualcosa e il giorno in cui ti dicono che puoi andare a fare l’allenamento con la squadra ti ripaga. I compagni che scherzano con te, l’odore dell’erba del campo, ricominciare a mettere gli scarpini ti fa dire ‘N’è valsa la pena’ “.
E ancora: “Ti manca l’aria quando non riesci a giocare. Ti senti inutile, non fai il tuo lavoro. Non hai certezze, non puoi fare la cosa che hai fatto per 20/30 anni della tua vita. Manca il vivere la partita durante la settimana, lo scherzo, le battute. Il calcio è stare insieme ed è ciò che mi manca adesso“.
“Davo tutto per il calcio”
Caldara ha parlato delle storie inventate sul conto dei calciatori. L’ex Atalanta e Milan tra le tante ha ricordato di aver sofferto per le voci false sul suo conto: “Davo tutto per il calcio. Dopo gli allenamenti leggevo post sui social e vedevo che le persone credevano più alle cose scritte che alla mia verità. Mi dava fastidio, sono le cose che mentalmente ti fanno male. Sono sempre stato corretto verso tutti, leggere determinate cose mi ha fatto male“. Ha aggiunto: “Avevo la voglia di spegnere tutto e stare da solo. Però non si riesce a fare. In quel momento avevo perso il mio equilibrio“.
Alla chiacchierata si è aggiunto Giacomo Bonaventura, ex compagno di Caldara, che ha annunciato da poco il ritiro dal calcio giocato. I due hanno ricordato i momenti vissuti nel settore giovanile dell’Atalanta. Il difensore ha detto: “All’Atalanta, chi partiva dai pulcini arrivava poi in alto. Guardavano l’aspetto umano, chiamavano i genitori per sapere come andavi a scuola. Ora hanno fatto investimenti importanti per il settore giovanile. Oltre a metodo e visione hanno investito nelle strutture e credo che la loro forza sia quella di preparare i giocatori per la prima squadra“.

“Non mi aspettavo il trasferimento dalla Juve al Milan”
Caldara ha raccontato il suo trasferimento dalla Juventus al Milan: “Ero in aeroporto in una cittadina americana. Mi hanno chiamato dicendomi che era fatta per il mio passaggio al Milan ma avevo solo la divisa della Juve. Giuseppe Riso, il mio procuratore, mi ha detto ‘Comprati una camicia, così non ti presenti con i vestiti della Juventus’ “. E ha aggiunto: “Non me l’aspettavo, avevo già preso casa in affitto a Torino. La mia testa era giocare 6 mesi lì“.
Mattia ha poi raccontato la sua attuale avventura nel calcio. L’ex giocatore i bambini dell’Azzano Calcio, una squadra bergamasca, e segue la fase difensiva dell’Under 14. Caldara ha aggiunto: “Con l’Under 14 ho l’impressione che ai giocatori rimanga qualcosa. Vedi che gli resta la postura del corpo, palla coperta, palla scoperta. È bello perché all’inizio vedevo che era un po’ difficile rapportarsi. Poi, scherzando con loro, ho percepito un avvicinamento ed è una soddisfazione“.

“Parlare mi ha aiutato a superare le difficoltà”
Mattia Caldara ha concluso raccontando i momenti difficili vissuti in carriera: “Tante volte si ha bisogno di parlare con qualcuno. Credo che sia una componente sulla quale bisogna lavorare un po’ di più, ne va del risultato in campo perché ti senti più libero e dai di più. Come ne sono uscito? Ritrovando i valori che mi fanno stare meglio. Stare con la famiglia, con i bimbi, parlare con lo psicologo. Anche la lettera con Nicolò Franceschin per la rubrica “Consapevolezze” mi ha aiutato. Gli ultimi anni sono stati pesanti per me, avevo problemi. Parlarne ti aiuta tanto, dentro di te poi devi fare una pulizia. Devi accettare che qualcosa e sei un’altra persona. Pian piano lo accetti, ci vuole tempo. Adesso sono sereno, sto bene“.
E infine, Caldara ha concluso la sua intervista con un commento sulla Roma di Gasperini, che l’ex difensore conosce bene poiché è stato sotto la sua guida all’Atalanta: “Mi aspettavo che ci mettesse un anno in più e invece è riuscito subito a inculcare i suoi ideali. Mi ha sorpreso, la squadra ha recepito bene“.