Lecce, Corvino: “La quarta salvezza di fila sarebbe come vincere un campionato”

“Mi aspettavo una lotta salvezza così, certo. Tutte le dirette concorrenti hanno potuto investire molto più di quanto abbiamo fatto noi. Sarà dura, ma noi abbiamo fatto il massimo per rimanere competitivi, trattenendo i nostri talenti anche di fronte a offerte importanti”: parola di Pantaleo Corvino, direttore tecnico del Lecce.
I salentini avevano iniziato il 2026 con qualche difficoltà, ma grazie ai 6 punti ottenuti nelle ultime due partite hanno sistemato la propria situazione di classifica. Adesso, la squadra di Di Francesco si trova a +3 dalla zona retrocessione, ma allo stesso tempo ha avvicinato le dirette concorrenti per la salvezza che stavano davanti, rimescolando le carte in tavola.
Il percorso è ancora lungo, mancano tante giornate e altrettanti scontri diretti, ma Falcone e compagni possono assolutamente inseguire la quarta salvezza consecutiva. Un risultato equiparabile a un campionato vinto, come dichiarato da Corvino in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
“In questi 4 anni è cambiato soprattutto il Lecce, abbiamo costruito un percorso fondato sulla patrimonializzazione: da noi i giovani giocano e crescono. Il calcio vero è questo e i risultati sportivi ed economici ci danno ragione. Considerando le salvezze e lo Scudetto Primavera, è come aver vinto cinque campionati“.

Lecce, le parole di Corvino
Dopo i due successi di fila i pugliesi sono attesi dalla sfida contro la capolista Inter, difficile ma non impossibile. E tra i tanti calciatori che arriveranno da avversari al Via del Mare, ce n’è uno che fa impazzire Corvino: “Pio Esposito per me è strepitoso, nel 2025 sono stato inserito nella giuria del Premio Pablito e l’ho votato come migliore Under 20 italiano. Al di là delle doti fisiche e tecniche, mi stupisce per la sua fame. Ha senso del gol e soprattutto tanta rabbia nell’andare a cercarlo”.
L’ultima scoperta del club giallorosso è l’israeliano Gandelman, decisivo nelle ultime vittorie grazie a due gol: “Lo seguivamo da tempo, lui si è detto convinto dalla città e dal progetto ma non avevo dubbi sul fatto che si sarebbe ambientato in fretta. Segnava tanto anche con il Gent, i numeri parlavano per lui. Siamo andati sul sicuro, con lui come per Stulic”.
E per concludere, lato cessioni: “Tiago Gabriel, come Berisha e Falcone, è ormai sulla bocca di tutti. Sono pronti per il salto di qualità, però alle loro spalle ci sono tanti altri talenti che abbiamo voluto tenere per sognare la salvezza”.