Le verità di Jimenez: “Milan, ti ho amato. Le chat e l’addio? Vi racconto”

La nostra intervista con il terzino spagnolo, oggi protagonista in Premier League: dal bel momento con il Bournemouth agli anni con il Milan, Jimenez si racconta.
Alex Jimenez non ha mai smesso di vestire – e pensare – in rossonero. La scorsa estate l’addio al Milan è stato improvviso, repentino. Nessuna lettera di addio, nessuna intervista per salutare i tifosi.
Solo tante voci, soprattutto extracampo. Oggi, il terzino spagnolo splende in Premier League con la maglia (rossonera) del Bournemouth, che ha investito 20 milioni per lui.
E si apre sul Milan per la prima volta, ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com.
Bournemouth, Jimenez: “Ambiente tranquillo, qui cresco con meno pressioni”
Lo incontriamo al Vitality Stadium, sua nuova casa. Il Bournemouth ha appena pareggiato contro il Sunderland dopo una partita ad alta intensità: “Per me è un sogno giocare in Premier League”, esordisce Alex. “Sono felice del mio momento”. Dopo 25 presenze in Regno Unito, è tempo di un primo bilancio: “È vero, la Premier è più fisica di Serie A e Liga, ma mi trovo molto bene qui. La mia qualità principale è la velocità e questo è l’ambiente giusto per esprimerla”.
Dopo le giovanili del Real Madrid e l’esordio tra i grandi al Milan, Jimenez ha scelto una dimensione diversa, familiare, per diventare protagonista: “Sono cresciuto nei due club più importanti del mondo. Qui al Bournemouth si vive in modo più tranquillo, c’è meno pressione. I tifosi sono sempre al nostro fianco, nel bene e nel male”.

Il posto giusto dove crescere e mettersi in mostra: dalla scorsa estate a oggi il Bournemouth ha venduto quattro giocatori alle ultime quattro vincitrici della Champions (Zabarnyi al PSG, Huijsen al Real Madrid, Semenyo al City e Kerkez al Liverpool). Il tutto sotto la guida di un allenatore spagnolo, proprio come Alex. “Con Andoni Iraola il rapporto è ottimo, sono molto contento di avere una guida come lui e spero di restare con lui a lungo”.
“Ho amato e amo il Milan. Le chat e il mio addio? Vi spiego tutto”.
Da un rossonero… all’altro. Gli chiediamo, dovesse sceglierne una, quale parola in particolare dedicherebbe al Milan e lui risponde secco: “Grazie”. Grazie perché “è il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato”.
Quali? “Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo”.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Un messaggio privato, reso pubblico, in cui Jimenez si sfogava contro Allegri: (“Non ho neanche giocato… questo allenatore di merda”). A sei mesi di distanza, Alex risponde sincero: “È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia. Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento”.
In Italia, prima del brusco divorzio, Jimenez ha vissuto due anni di felicissimo matrimonio. Era arrivato nell’estate 2023 dalle giovanili del Real. È passato per la Primavera e il Milan Futuro, poi è stato lanciato in prima squadra, da Pioli e da Fonseca, e confermato tra i titolari da Conceicao. Sulla stagione dei due allenatori portoghesi, conclusa all’ottavo posto, Alex spiega: “Non penso sia mai stato un problema di allenatori. Era un problema di squadra: dovevamo avere più fiducia in noi stessi. Il calcio è così, un anno fai male e quello dopo fai bene, guardate adesso”. Tra gli ex compagni, Jimenez oggi ha ancora molti amici. Uno su tutti? “Mi sento spesso con Bartesaghi, abbiamo avuto un percorso simile al Milan: sta giocando tanto e sono molto felice per lui”.
Il Diavolo lo illumina. Naturale chiedergli se in futuro gli piacerebbe tornare. “Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà”, chiosa. Con gli occhi a metà tra il dispiacere (per come è finita) e la rivalsa (che sta vivendo in Inghilterra). Una cosa è certa: il cuore di Jimenez batte ancora… in rossonero.