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Serenità e 3 punti ritrovati, l'Entella ringrazia la bandiera Paroni: "Mi fa piacere aver dimostrato che si può far affidamento su di me"

| Storie | Autore: Alberto Trovamala

La serata perfetta. Quella che Andrea Paroni sognava e aspettava da un’eternità, calcisticamente parlando. Esattamente da quel 2 febbraio scorso, l’ultima volta che vestì in campionato la maglia da titolare. Sì, perché se l’Entella è riuscita a chiudere il 2017 con un sorriso da 3 punti il merito è anche e soprattutto il suo. E dei suoi guantoni. Si è fatto trovare prontissimo. Due parate a tu per tu con Chajia che hanno dato il via alla vittoria dei suoi sul Novara firmata poi De Luca – La Mantia. Decisivissimo. Lui che per l’Entella è più di un portiere: un simbolo. Quasi un cittadino onorario di Chiavari per il bene che si è fatto volere in questi 10 (!) anni. Interista di fede ed arrivato all’Entella dopo le giovanili all’Udinese, non ha più abbandonato la maglia dei ‘Diavoli Neri’. Dalla D alla B: ha fatto tutta la scalata. Risultando decisivo anche da… attaccante. Proprio come Brignoli segnò un gol di testa in una semifinale playoff nel 2012 contro il Casale ai tempi della C2. Però ciò che il numero 1 rappresenta va oltre le gesta in campo. Di Paroni colpisce la spontaneità. L’umanità. È proprio di questo che i tifosi dell’Entella si sono innamorati. Pensate che gli è stato intitolato il primo fan club della storia dell’Entella: il fan club "Mondo Piccolo - Andrea Paroni", ovviamente con finalità benefiche. Per comprendere l’Andrea Paroni uomo poi, basterebbe venire a conoscenza del fatto che ha deciso di mettere mano al portafoglio pagando ogni anno di tasca propria l’abbonamento a Sky per i ragazzi del Centro Benedetto Acquarone di Chiavari – sede dei convittuali del settore giovanile biancoceleste – così che possano svagarsi tutti insieme di fronte alla tv guardando una partita, un film, una serie tv e così via. Dopo due sole presenze negli ultimi 2 anni e mezzo avrebbe potuto dire basta. Cambiare aria. Invece no. Ha preferito rimanere dove è diventato una bandiera, giocandosi le sue carte. Per rivivere emozioni come quelle vissute contro il Novara. Regalando così una boccata d’aria e di serenità ai suoi visto che nelle ultime 12 partite i biancocelesti ne avevano vinta solo una, dopo esser stato chiamato a gran voce da un 'Comunale' in visibilio per lui. “È stato un bel regalo di Natale – ha dichiarato col sorriso che lo contraddistingue Paroni in mixed -. Martedì il mister mi ha detto che mi avrebbe fatto giocare e mi sono allenato con qualcosina in più sperando fosse la mia occasione. Sono contento della prestazione, tanta roba i 3 punti. Ma soprattutto è stata una vittoria importantissima e la salvezza passa da partite come questa”. Non era affatto semplice per lui, nonostante tutte le motivazioni di questo mondo. Ero ‘preoccupato’ per l'importanza della partita. Ho voluto lanciare un messaggio per quanto possibile e mi fa piacere aver dimostrato che si può far affidamento su di me. Da qui in poi se ci saranno altre possibilità mi farò trovare pronto. Le parate nel secondo tempo sono episodi che spostano l’andamento delle partite e nella mia testa ho pensato: ‘buttiamo la palla avanti e andiamo a vincerla’. Dedico tutto ciò a me stesso e alla mia famiglia”. Anche se Aglietti è stato abbastanza chiaro riguardo l’avvicendamento tra i pali: “Il titolare rimane Iacobucci – ha dichiarato l’allenatore sempre in mixed -. A non piace cambiare il portiere in continuazione perché è un ruolo troppo delicato. Volevo tutelare Iacobucci dopo le ultime prestazioni e Paroni si è fatto trovare pronto. Poi a gennaio si vedrà: chi si allena meglio, gioca”. Ma nessun problema per Paroni. “Cercherò di mettere in difficoltà il mister”. Dal suo punto di vista non è cambiato niente: testa bassa e tanto, tanto lavoro. Sognando di rivivere serate come questa con più continuità.

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