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Mancini al comando, l’intuizione di Fonseca risposta agli infortuni

MANCINI (Roma) - Nonostante la vittoria della Roma la sua assenza si è sentita. Ormai Mancini è un punto fermo della formazione giallorossa: dopo la squalifica il difensore tornerà nella gara contro la Fiorentina. Con lui il buon voto assicurato e si può sperare anche in un bonus: chi lo ha in rosa lo schieri, Mancini difficilmente deludere.

| News calcio | Autore: Riccardo Setth

È la vera intuizione di Fonseca nel momento del bisogno. Quando la crisi infortunati giallorossa ha messo l’allenatore portoghese con le spalle al muro, lui ha sorpreso tutti, ma non Gianluca Mancini. Trovata in casa una soluzione impensabile ai tanti infortuni. La risposta di Fonseca è stata l'ex difensore dell'Atalanta, arrivato in estate per rinforzare il reparto arretrato si ritrova ora ad essere una pedina fondamentale da utilizzare a centrocampo nel periodo più difficile per la Roma. Una Salida Lavolpiana al contrario. Non più il classico movimento del centrocampista ad abbassarsi sulla linea arretrata, ma il difensore che si alza al livello della mediana.

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Un ruolo che Mancini lo aveva nel DNA. Lui che difensore lo è diventato solo dalla Primavera. In quella Primavera della Fiorentina dove veniva seguito da Montella e poteva ammirare i movimenti di Pizarro, altro ex Roma. Mancini ha però costruito il suo modo di essere centrocampista su altre caratteristiche rispetto alla tecnica e ai tempi di gioco del cileno. A Perugia nella sua prima esperienza da professionista, nasce il Mancini difensore, quello per cui la Roma lo ha voluto. Lì conosce Materazzi, il suo idolo calcistico. Maglia 23 per entrambi e numero impresso sulla pelle. È lì che forgia il suo carattere combattivo imparando dall'ex Inter, portandosi con sé tutte le qualità acquisite nelle giovanili negli altri ruoli.

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È la terza vittoria consecutiva per la Roma. Battuto anche il Napoli, contro cui all’Olimpico il successo mancava dal 2016. Tre invece le vittorie consecutive tutte con Mancini a centrocampo. È sua la palla che nel primo gol segnato da Zaniolo lancia Spinazzola. Sono sue la grinta e i tanti palloni recuperati, in un centrocampo tutto muscoli e cattiveria sportiva. Giocatore umile e studente modello.

Apprende e ascolta i consigli per lui che riscopre spazi e movimenti assaggiati solo nelle giovanili: “Non voglio passare per quello che fa troppo l’umile, ma nemmeno oggi mi dico di avercela fatta. Ci ho pensato al mio esordio in Serie A con l’Atalanta, a Firenze, contro la Fiorentina. Lì ho coronato il mio sogno, ma c’è ancora tanta strada. Sono giovane e devo fare ancora tanto”. Ha risolto la crisi di infortuni giallorossa. Né Rodwell, né Buchel. Fonseca schiera Mancini e insieme a Veretout (oggi al suo primo gol in giallorosso), alzano la diga giallorossa sulla mediana. Prossimo obiettivo: riuscire a mantenere la porta inviolata per la prima volta in casa in campionato. Nella striscia positiva di vittorie della Roma, un difensore si emerge a centrocampista. Un’eccezione, che ora per Fonseca può diventare una normalità. Superata l’emergenza l'allenatore portoghese dovrà scegliere, togliere Mancini sarà difficile.

Leggi anche: ROMA, L'ORA DI MERT CETIN: DALLA SERIE B TURCA ALLO STUPORE DELL'OLIMPICO

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