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Nascere al mare e innamorarsi della Laguna, a Venezia c’è un gran Firenze: “Che spettacolo crescere con Inzaghi. E adesso non mi fermo più”

| Interviste | Autore: Edoardo Colombo

Nascere sul mare e innamorarsi della laguna. Essere pieni di talento e vivere allo stesso tempo una vita normale: questione di valori. Umiltà. E sentimenti, quelli di Marco Firenze, assoluto (nuovo) protagonista dello splendido Venezia di Super Pippo: “La prima volta che me lo sono trovato di fronte è stata un’emozione indescrivibile. Inzaghi è Inzaghi. Ha scritto la storia del calcio italiano. Mi ha colpito la sua voglia, la grinta, la passione, fattori che notavo quando lo guardavo in televisione. E adesso, a noi calciatori, riesce a trasmettere quella stessa energia. Ci fa vivere appieno questo sport”. Già, ad avercelo un allenatore così. “È come se lo vedessi segnare tutti i giorni di fronte a me. Quella passione è DNA per pochi eletti. Genetica”. Ruoli diversi, certo, ma stessa carica. Anche se ultimamente Marco ci ha preso parecchio gusto: movimenti da rapace, mani all’orecchio e via ad esultare sgasando con un serbatoio pieno di classe. Un po’ come nei primi due gol con la maglia del Venezia: sostituzione, Firenze entra dalla panchina e la mette dentro. Roba del tipo che… sembra proprio Inzaghi: “Col mister non ho parlato dei due gol. Con lui ho un rapporto da giocatore-allenatore. Dopo Parma non abbiamo avuto la possibilità di parlare molto perché lui era squalificato: l’ho incontrato sul pullman e poi in albergo, ma non c’è stato modo perché abbiamo preparato subito la partita contro la Ternana. È sempre tosta affrontare squadre in difficoltà, abbiamo sempre più consapevolezza per il nostro percorso. Appena conquisteremo matematicamente la salvezza, cercheremo di fare sempre qualcosa in più”, racconta Marco Firenze in esclusiva ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com. Voce sicura e carattere leggero, allenamento al mattino e intervista al pomeriggio per raccontarsi con passione.

Sia lodato il mare

Attenzione, però, non confondiamoci. Perché Marco Firenze è un calciatore unico, speciale nella sua essenza: “Preferisco giocare da mezzala, questo è il mio futuro. Per ora sono stato adoperato in tutte le posizioni, adesso col 3-5-2 sto giocando nella mio ruolo naturale. Certo, essere duttile è un vantaggio, ma essere utilizzato sempre nella stessa posizione ti dona tanta confidenza e sicurezza”. Giocate, intesa, passione e mentalità. Senza dimenticarsi il cuore.




Valori e sentimenti

Un inverno da protagonista. Campo e… calciomercato. Telefoni squillanti, notizie, trattative e Firenze al centro degli affari. Ma prima del colpo di fulmine, ecco che per la testa passa quella scelta decisiva ma allo stesso tempo dura: “Devo essere sincero: se non avessero esonerato Grassadonia io non sarei andato via dalla ProVercelli. Lui è una persona eccezionale, a cui devo tanto, ma soprattutto è un allenatore speciale. Non lo avrei mai lasciato in una situazione difficile. Per me i rapporti personali vanno oltre il campo. Non è solo una questione di calcio”. Ambizione e riconoscenza unite nella stessa persona: “Sono un uomo prima che un giocatore. Dal momento che è successo questo ho deciso di ascoltare le proposte di alcune squadre, ma il Venezia si è dimostrato davvero interessato. E lo ha manifestato in tanti modi: dalle chiamate al desiderio concreto di avermi con loro, così ho scelto questa maglia nonostante le diverse offerte che mi vedevano protagonista”. Tutto più facile col blasone di certi nome, “il corteggiamento di Inzaghi e Rinaudo ha avuto un valore immenso per me. E ora voglio continuare a ripagare sul campo il loro desiderio. Stiamo facendo grandi cose, siamo #LeoniDentro”.

Nel buio trovi la luce

Un aggettivo per ogni categoria. Essenziale, la Serie D. Magica, questa B. Ma partire dal basso è la condizione necessaria per scalare il cielo. E lo sa bene, Marco Firenze: “Sì, l’esperienza nel 2014/15 in Serie D a Sestri Levante - nonché casa mia - è stata decisiva. Prima di arrivarci presi scelte sbagliate: addirittura, per un periodo, decisi di mollare il calcio. Mi ero perso. A Sestri, però, sono rinato dopo l’arrivo di Francesco Baldini, che da gran ex calciatore qual è stato mi ha aiutato a ritrovarmi. Lui mi conosceva da quando giocavo in Primavera a Parma, mi disse di ‘non fare cavolate’, di riprovarci: e così ce l’ho fatta. Con lui e il direttore sportivo ho ancora un rapporto eccezionale, hanno lavorato sulla mia testa e grazie a loro la scintilla è tornata. Da lì sono andato a Crotone ed è cominciata la scalata vero qualcosa di speciale”. Marco, dal 2015 di proprietà del Crotone, ha poi girato per l’Italia tra Serie C e B: dal Catanzaro fino alla Pro Vercelli, passando per Siena e Paganese. E ora Venezia. Da innamorato della sua nova città. E non solo.

Ambizione e piedi per terra

Dritto al punto, Firenze: “Io non ho mai dato la colpa agli altri. Ho riconosciuto i miei errori, ho dato la responsabilità solo a me stesso, e ora mi godo il momento”. Maturo. Generazione 1993, 24 anni di sfide, sentimenti e valori. Radici: “Sono legato tanto a casa mia. In primo luogo perché amo il mare. E chi ci nasce non ne può farne assolutamente a meno. Mi rilasso a passeggiare col cane in spiaggia a Sestri Levante, dove abito, e amo godermi l’aria marina e la tranquillità. Lì c’è anche la mia fidanzata che lavora, purtroppo ora ci vediamo poco a causa della distanza e dei nostri impegni professionali. Chissà l’anno prossimo, magari verrà con me e mi seguirà. Stare lontano da amici e famiglia sono sacrifici sani, obbligatori per un calciatore. Sono pagato per inseguire ogni giorno la mia passione, insomma: non potrei chiedere di meglio”. Testa sulle spalle, piedi per terra e treni da non perdere, compresi i Frecciarossa: “Mi viene difficile tornare a casa. Sto a sei ore di macchina. Inzaghi ci fa allenare tanto, così nei giorni di riposo preferisco riposare per ricaricare le energie. Sono riuscito a tornare a casa solo due volte perché, fortunatamente, c’erano gli orari del Frecciarossa che combaciavano con i miei spazi dopo le partite. Però è dura spostarsi adesso”.

Dal mare alla laguna, già: “Venezia è una città pazzesca. Non l’avevo mai vista. Con la mia fidanzata sono andato a fare un bel giro da turista: è romantica e spettacolare. Qui puoi vedere cose uniche”. E quando non si allena, c’è sempre tempo per studiarsi: “Cerco di riguardare le mie partite, le mie azioni, dai video mi rendo contro degli errori e dei movimenti giusti. Preferisco però leggere un libro che guardare una partita di calcio alla televisione. Il pallone è tutta la mia vita, quindi nel tempo libero provo a dedicarmi ad altro”. Fantacalcio? “Ovvio, da bambino ci giocavo eccome, ora non riuscirei a starci dietro. In Serie A, però, ho una particolare ammirazione per Parolo e Bonaventura: Jack spesso viene sottovalutato dall’opinione pubblica, ma è davvero un calciatore unico. Cerco di prendere spunto dalla sua intelligenza e determinazione costante. Anche io sono utilizzabili in più ruoli come lui, per questo per me rappresenta un punto di riferimento”.

Nel segno dell’acqua. Quella nuova di Venezia e la solita ma indimenticabile di Sestri Levante: “Cerco di fare una vita sana e regolare. Voglio essere sempre pronto fisicamente. Quando torno al mare lo sforzo più grande che faccio è mettermi sul lettino e alzarmi per andare a fare il bagno”. Dal suo mare alla laguna di Super Pippo. Tra talento e una vita piena di valori: quelli di Marco Firenze.

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