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La battaglia di Mirko

Foto di Roman Brays

| Storie | Autore: Simone Golia

E' nato nel 2008, ma sta combattendo come un guerriero contro la leucemia. Mihajlovic ha risposto alla sua lettera, adesso Mirko e la sua famiglia vogliono aiutare chi sta peggio

“Il lupo a volte non è così cattivo come sembra”. Questa frase a Mirko è rimasta impressa. L’ha sentita per la prima volta dai medici, l’ha ripetuta fra sé e sé durante i cicli di chemioterapia. L’ha scritta anche a Mihajlovic che, come lui, sta facendo i conti con la leucemia. I due si sono parlati, l’hanno fatto attraverso lo schermo di un cellulare in attesa un giorno di abbracciarsi allo stadio. 

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Mirko si guarda allo specchio e sorride. Ne ha fatta di strada, ora ha di nuovo i suoi capelli. Tifa sempre per il Parma e gioca con Zeus, il Golden Retriever che ha chiesto e ottenuto nei giorni più bui. Altro che PlayStation, quella può attendere. Prima c’è da recuperare il tempo perso con Alice, che fa la prima liceo e che finalmente può svegliarsi la mattina e dare il buongiorno al fratellino. 

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Così come Romana e Danilo, genitori di un guerriero che oggi ha un midollo tedesco. Del donatore non si sa niente, solo che viene da lontano. Funziona così quando si ricorre alla banca mondiale dei donatori di midollo osseo. Quando cioè nessuno in famiglia è compatibile e inizi ad avere paura. 

Un salto nella sua stanzetta al Comitato Maria Letizia Verga di Monza, ogni tanto, va fatto. Ma, se i controlli dovessero continuare ad andare bene, Mirko in primavera potrà tornare a scuola. Sta diventando grande, la prima media lo attende. Il preside lo aspetta , così come i professori che approfittano di ore vuote per fargli lezione. In aule per ora deserte, ma che presto torneranno ad essere piene. 

I nuovi compagni già lo adorano. No, non si fanno spaventare dalla sua mascherina. Anzi, tutti ne hanno voluta una. Mirko, un giorno, se li è visti passare davanti proprio con quella davanti alla bocca. La scuola, su iniziativa di alcuni professori, ne ha ordinate in grande quantità. Come le maglie progettate da Mamma Romana: “Il lupo a volte non è così cattivo come sembra”, davanti e: “Tutti insieme contro la leucemia”,  dietro. Due frasi che tutti vogliono cucirsi addosso. 

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All’inizio Romana voleva regalarle ai compagni di Mirko. Poi, nel giro di una settimana, ne ha dovute ordinare più di 600. Da lì l’idea di donare il ricavato al Reparto di Oncoematologia pediatrica, perché Mirko sta meglio ma adesso vuole aiutare chi è meno fortunato di lui. 

La maglia l’hanno indossata tutte le squadre sportive del suo paese, Borgotaro. Dalla pallavolo al calcio. La Valtarese, da quelle parti, è una ragione di vita. Ci giocava anche Mirko prima di ammalarsi e presto conta di tornarci. Per il momento si è accontentato di accompagnare in campo la squadra dei grandi, che gioca in prima categoria e che ha vinto contro Viadana. 2-1 il risultato finale, decisivo Micheli su rigore al 92’. Sotto la divisa ufficiale ecco la maglia con il lupo, mostrata a tutto lo stadio con dedica speciale a Mirko: l’arco e una freccia con il cuore. La leucemia si combatte con il sorriso. 

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