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Ex ciclista e allievo di... Pioli: la magica notte di Marco Calderoni

| Rubriche | Autore: Francesco Calvi

Testa bassa e pedalare. Una passione da bambino, un motto che rimbomba nella testa alla soglia dei 31 anni. Dalla provincia di Pordenone in sella alla sua bicicletta alla corsia sinistra del Lecce di Liverani: Marco Calderoni spinge, lotta e adesso segna pure. Prima a Ferrara, nel 3-1 con la SPAL, poi contro il nuovo Milan di Stefano Pioli: 2-2 il risultato finale del posticipo di Serie A, i 7 punti dei giallorossi in classifica sono arrivati tutti in trasferta. Il Via del Mare ancora aspetta il primo sorriso della stagione, ma per adesso al Lecce va bene così.

Dottor Jekyll nei primi 45’, Mister Hyde dal rientro in campo in poi, il Lecce a San Siro subisce tanto e cambia pelle negli spogliatoi. Fuori Falco e dentro Farias al 46’, il secondo tempo dei giallorossi è di alta qualità: a Calhanoglu risponde Babacar, Piatek a 10’ dalla fine fa 2-1 per il Milan. Il Lecce non molla e tenta il tutto per tutto, alla fine la risolve Calderoni con un potente mancino da fuori area. Ex ciclista reinventato terzino, pura personificazione del club di Sticchi Damiani. Umiltà e coraggio sopra ogni cosa, in Serie C o a San Siro per Marco cambia poco. 

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Trenta presenze e zero reti la scorsa stagione, quest’anno Calderoni si è riscoperto bomber e, soprattutto, decisivo. Arrivato a Lecce nell’estate 2018 dopo la retrocessione in C con il Novara, prima di indossare la maglia giallorossa Marco aveva giocato solo settantacinque minuti in Serie A: era il marzo 2010 e viveva a Palermo, con Balzaretti ko toccó a lui giocare titolare al Barbera contro il Bologna.

Solo un gettone in sei mesi con i rosanero, appena un anno più tardi Calderoni si sarebbe ritrovato al Piacenza in Lega Pro. La sua storia d’amore con la Serie A non poteva finire così male, quasi dieci anni dopo Marco si è preso la sua rivincita. E pensare che, quand’era bambino, l’indecisione tra calcio e ciclismo lo ha accompagnato per diverso tempo. “Per fortuna ero iperattivo - ha confessato più volte - e sono sempre riuscito a portare avanti entrambe le passioni...”. 

La chiamata del Piacenza quando aveva 14 anni lo ha convinto a concentrarsi sul pallone, nel 2003 Calderoni comincia la sua scalata verso il calcio professionistico: a maggio 2008 l’esordio in B con i biancorossi, dodici mesi più tardi fa gol contro il Pisa e regala ai suoi l’aritmetica permanenza in Serie B. In campo con lui c’erano Moscardelli e Nainggolan, in panchina mister... Stefano Pioli. Un’ascesa in comune ed emozioni - quelle di stasera - contrapposte. Dall’Arena di Pisa al Meazza, Marco e Stefano hanno fatta parecchia strada.

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Guastafeste il primo, deluso ma determinato ad andare dritto per la sua strada il secondo, Milan e Lecce tornano a casa con un punto e quarantacinque minuti di qualità a testa. Di tempo e mezzi per fare bene ce ne sono molti, Pioli e Liverani hanno una buona base su cui lavorare. Il segreto, d’altronde, è tutto lì: testa bassa e pedalare...

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