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La famiglia, la Fede e il sogno Mondiale: la Juventus su Santiago Arias, miglior giocatore della stagione in Eredivisie

| News calcio | Autore: Marta Fornelli

È stato eletto miglior giocatore della stagione in Eredivisie, un riconoscimento speciale per Santiago Arias che con il suo PSV ha conquistato ad aprile il campionato olandese. 35 presenze totali, 3 gol e 6 assist in stagione; un’annata vissuta ad altissimi livelli che ha così convinto la Juventus a muoversi. Due ore di colloquio oggi tra la società bianconera e il giocatore arrivato a Torino insieme all’entourage e alla moglie, e ripartito verso Eindhoven dopo aver visitato le strutture del club bianconero.

Ventisei anni compiuti a gennaio, terzino destro che può giocare anche a sinistra all’occorrenza (come ha fatto da giovanissimo prima di arrivare in Olanda), 38 presenze con la sua Colombia in cui ha esordito nell’ottobre del 2013. Un profilo importante su cui la società di Andrea Agnelli potrebbe puntare con decisione per sostituire Stephan Lichtsteiner. La crescita di Arias nel PSV è stata esponenziale, dopo aver iniziato la carriera nel settore giovanile de La Equidad, Santiago è arrivato in Europa giovanissimo - nel 2011 - per firmare con lo Sporting Lisbona: circa un milione di euro appena, poi la cessione due anni dopo al club di Eindhoven.

Contratto di quattro stagioni, poi il rinnovo conquistato grazie al peso acquisito tanto in campo quanto nello spogliatoio. Philip Cocu ha puntato molto su di lui ed è stato ripagato da prestazioni importanti. Probabilmente il miglior talento dell'Eredivisie negli ultimi anni (insieme a Karsdorp, Tete e Diks), tanta corsa e ottimi cross. Le statistiche parlano di un’occasione da rete creata ogni 60' circa. Ottime percentuali anche nei dribbling e nei passaggi riusciti, nonostante la predisposizione all'attacco Santiago garantisce sicurezza anche in fase difensiva. E ora, dopo aver attirato l'interesse di numerose pretendenti, nella sua testa c’è il Mondiale in Russia. Arias tornerà a disposizione di Pekerman poco meno di due anni dopo l’ultima partita giocata contro l’Argentina e valida per le qualificazioni al torneo di quest’estate. Poi arriverà anche il momento di riflettere sul futuro.

In Olanda i primi tempi non sono stati semplici, quando l’attuale moglie Karin Jiménez - più famosa di lui in patria - lo ha raggiunto nel 2014 i due passavano tutto il tempo insieme senza frequentare compagni o altre persone di Eindhoven. Lei, modella molto nota in Colombia, pensava che gli olandesi fossero troppo distaccati e freddi e così i due di sono costruiti il loro mondo. Per Arias la famiglia è tutto, sui social non si contano le foto del piccolo Thiago (che ha anche il suo profilo instagram personale) insieme al papà che dopo ogni gol gli regala una dedica.

Forte è anche legame con i suoi compagni di nazionale con cui lo scorso ottobre ha centrato la qualificazione al Mondiale in Russia. Al suo fianco durante i festeggiamenti c’era Juan Cuadrado, un amico con cui potrebbe condividere nuove avventure anche a Torino. Molto religioso, legatissimo alla sua patria e di recente anche stare sui social: Arias - insieme ad altri colleghi sudamericani come James Rodriguez, Yerry Mina, Falcao e Dani Alves - è stato protagonista del tormentone video lanciato in vista del prossimo Mondiale ‘LOVE’.

Nelle scorse settimane durante un’intervista a BLU Radio lo stesso difensore aveva ammesso che il suo ciclo con il PSV stava per terminare: “Sono felice e ho vinto molto in Olanda, credo che quando questa avventura terminerà potrò dirmi soddisfatto ma devo pensare al futuro della mia carriera”. Tre campionati vinti, due Supercoppe e numerosi riconoscimenti come MVP del mese nel corso della sua avventura al PSV. Arias è uno dei colombiani più vincenti degli ultimi anni in Europa e sogna ora di vivere da protagonista anche il Mondiale.

Lavoro, Fede e personalità, caratteristiche che lo hanno portato a trionfare in Olanda e a diventare un simbolo della sua nazione anche in Europa: grandissimo è il seguito che Arias ha conquistato in Colombia, che potrebbe aumentare ancora di più in caso di trasferimento in Italia. Per continuare a crescere e fare un altro salto in una carriera che già lo ha visto sollevare cinque trofei da protagonista in quattro stagioni, a 26 anni.

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