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Galante: “Gigi Simoni ha vinto il Triplete per la sua umanità”

| Interviste | Autore: Stefano Renzi

Una persona umile, semplice. Già dai primi giorni all’Inter ci conquistò con il suo modo di fare”. Il ricordo di Gigi Simoni, per Fabio Galante, è di quelli che vengono raccontati con felicità. Tanta tristezza, certo, ma quando si parla di un personaggio del genere non si può che avere il sorriso: “Mai sopra le righe, mai un’arrabbiatura. Ci diceva sempre le cose con serenità. Ci ha preso come dei figli, e anche chi giocava meno ha sempre avuto rispetto per lui. Una persona a cui era impossibile volere male. Il gruppo di quegli anni con Gigi ha avuto un rapporto splendido” ha raccontato Galante a GianlucaDiMarzio.com.

“QUELL’INTER DI SIMONI POTEVA VINCERE DI PIÙ”

Gigi Simoni GETTY Ok

Destino ha voluto che Simoni ci lasciasse proprio il 22 maggio, a dieci anni esatti dal più grande traguardo della storia dell’Inter: “Il Triplete lo avrebbe meritato anche Gigi, ma lui lo ha vinto per la sua umanità. Ci ha veramente fatto sognare”. Soprattutto per quella Coppa Uefa vinta nella stagione ’97/'98: “Per il gruppo che eravamo e per l’allenatore che era Gigi, abbiamo vinto molto meno rispetto a quanto potevamo. Quel trofeo però è stato un grande riconoscimento per noi e per il mister, per il lavoro che ha fatto. È stato bello dargli questa soddisfazione. Si trattava anche del primo trofeo di Massimo Moratti”. Grandi risultati, ma soprattutto tanto amore: “Credo che dal primo all'ultimo tifoso interista parleranno solo bene di Gigi Simoni. Quel gruppo guidato dal mister è sempre stato amato”.

“QUANDO GIGI CHIAMÒ IL SUO CANE COME TARIBO WEST”

Galante Ronaldo Bergomi Inter Coppa Uefa IMAGE

Un affetto che qualsiasi giocatore provava. Anche perché Simoni, oltre alla serenità, sapeva portare tanta allegria. E come esempio, Galante ci ha raccontato un particolare episodio accaduto ai tempi dell'Inter: "Gigi comprò un cane e lo chiamò Taribo, come Taribo West. Ci faceva ridere tantissimo, lo portava alla Pinetina e quando lo chiamava non sapevamo mai se si stesse rivolgendo al giocatore o al cane. Una dimostrazione del grande rapporto di affetto che c’era tra noi e Gigi, e di quanta sintonia ed empatia ci fossero”.

“LO CONSIGLIAI IO AL TORINO”

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Galante e Simoni si sono poi ritrovati al Torino, nel 2000, squadra in cui Gigi aveva anche giocato tra il '64 e il '67 . E non è certo stato un ritorno casuale: “La proprietà non aveva ancora deciso l'allenatore. Franco Cimminelli – allora vice presidente e ad, ndr – mi chiese se avessi qualche nome e io gli feci quello di Simoni, che era senza squadra. Fu così che lo presero. Ci siamo quindi ritrovati al Torino, gli volevo davvero un bene immenso”. Un affetto che corre al di là del tempo e dello spazio. E che porterà, per sempre, Simoni nel cuore di Galante. Di tutti.

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