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La tripletta, le lacrime e il mercato: alla scoperta di João Félix

| Storie | Autore: Francesco Guerrieri

Tripletta contro l'Eintracht e protagonista assoluto della serata di Europa League. In Portogallo lo paragonano a Rui Costa, a 4 anni il padre lo faceva esibire durante l'intervallo delle sue partite. Scartato dal Porto, oggi João Felix è diventato il nuovo crac. E la Juve si è già mossa

João Felix è così forte che quando giocava nel Benfica B l’allenatore Hélder Cristóvão ha cambiato il modulo solo per lui: “Di solito gioco con il 4-2-3-1, ma per João ho messo il centrocampo a rombo”. Nasce trequartista, può giocare anche esterno d’attacco. A destra o a sinistra per lui non fa differenza. Gol, assist e lanci telecomandati. Un baby dal dribbling facile. Sterza, salta l’avversario e punta la porta. La squadra al servizio del talento. E in cambio, lui, decide le partite.

Come stasera: tripletta all'Eintracht nell'andata dei quarti di Europa League. Protagonista assoluto, impossibile trattenere le lacrime in una notte indimenticabile. E come se non bastasse ha fatto anche l'assist a Ruben Dias.

Qualità da vendere, se n’è accorta mezza Europa. Su tutti i due Manchester e la Juventus che ha già incontrato l’agente Jorge Mendes (lo stesso di Cancelo e CR7) per capire la situazione (QUI i dettagli). Mendes spinge per vendere subito il giocatore, il Benfica, però, vorrebbe rinnovargli il contratto allungando la scadenza e aumentando la clausola da 120 a 200 milioni. Lui come Gedson Fernandes, Florentino Luis e Ruben Dias. Generazione di (possibili) fenomeni. Forse Felix più degli altri.

Un paio di mesi fa aveva segnato nel big match contro il Porto esultando alla Mbappé. Braccia incrociate e sguardo orgoglioso. Personalità. In Portogallo per tutti è un mix tra Bernardo Silva e Rui Costa. Dopo averlo segnalato al Milan in passato, l'attuale ds del Benfica già si sfrega le mani pensando alla maxi plusvalenza in arrivo. Ma da quelle parti affari come questo sono all'ordine del giorno. Nulla di nuovo.

Gol dell’ex, tra l’altro. Perché Felix è cresciuto proprio nelle giovanili del Porto, inserito nel 'Projeto jogador de Elite' del quale facevano parte i migliori giovani del nord del Portogallo. Poi è stato scartato perché “troppo basso e gracile”. Un classico. A 11 anni il Benfica lo porta a Lisbona e lavora sul ragazzo con un programma personalizzato per fargli aumentare la massa muscolare. E adesso a Porto si mangiano le mani.

Alla fine della Youth League 2016-17 la Uefa l’ha nominato uno dei cinque migliori talenti Under 19. Mourinho si è ritrovato sulla scrivania una sua relazione quasi per caso: aveva mandato l’osservatore del Manchester United a visionare Embalò (ala classe 2001), ma l’attenzione dello scout si spostò tutta su Felix. Troppo forte per passare inosservato.

E si vedeva già quando il padre Carlos lo faceva esibire a 4 anni durante gli intervalli delle sue partite. Ex calciatore dilettante, si portava il piccolo João sempre dietro durante le partite del campionato provinciale di Viseu. Poi la scuola calcio 'Os Pestinhas' e il Porto che prima lo seduce e poi l'abbandona. Oggi papà Carlos non si perde una partita del figlio.

Era con lui anche quando a 16 anni e 312 giorni è diventato il debuttante più giovane della seconda squadra del Benfica. A 17 era già nell’Under 21 portoghese e ad agosto scorso è diventato il marcatore più giovane a segnare nel derby contro lo Sporting entrando dalla panchina.

Il Benfica vuole tenerselo stretto, João Felix continua ad incantare tutti. E' il nuovo crac del calcio portoghese, e la Juve si è già mossa per anticipare la concorrenza.

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