Bari, Bellomo: "Serie A? Ci proveremo fino alla fine"
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Data: 27/03/2023 -

Bari, la promessa di Bellomo: "Serie A? Ci proveremo fino alla fine"

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Intervista al centrocampista di Bari vecchia, tornato in biancorosso per inseguire un sogno
Intervista al centrocampista di Bari vecchia, tornato in biancorosso per inseguire un sogno

"Amma scì in Serie A?". Dal barese all'italiano: "Riusciremo ad andare in Serie A?". Questa è la domanda che Nicola Bellomo, figlio di Bari Vecchia tornato a casa dalla scorsa estate, si sente rivolgere ogni mattina quando si sveglia passeggiando per i vicoli del capoluogo pugliese. "E io rispondo che ci stiamo provando e ci proveremo fino alla fine - spiega il diretto interessato a GianlucaDiMarzio.com - siamo un gruppo bello, divertente, è una bella stagione e merita di finire nel migliore dei modi".

 

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Dalla città vecchia, dove è nato e cresciuto, allo stadio San Nicola ci sono in linea d'aria circa cinque chilometri. Quelli che separano Nicola da Bellomo. "Sono tornato a casa e il calore dei tifosi è fondamentale. Era il mio desiderio, si è avverato e sono contento di come è andata", racconta commentando l'addio della scorsa estate alla Reggina. Trattativa che gli ha permesso di aprire il quarto capitolo in biancorosso: dall'esordio in B a 17 anni ai ritorni nel 2011 e nel 2015. Fino alla maturità: a 32 anni Nicola è padre, giocatore da 361 presenze tra i pro e centrocampista duttile. 

Bellomo e il ritorno: "Avrei lasciato la Reggina solo per Bari"

Al Bari 2022/23 ha apportato ulteriore senso di appartenenza: "Abbiamo un gruppo molto affiatato, con tanti giocatori che già si conoscevano. Inserirsi è stato molto facile e ci abbiamo messo del nostro anche noi ultimi arrivati. Si sono incastrate tante componenti. Poi ci sono tanti bei caratteri, per esempio Di Cesare è il pagliaccio dello spogliatoio - sorride - ho sempre detto che da Reggio Calabria non mi sarei mai mosso, era una seconda casa per me. Però quando chiama il Bari sei a casa tua, è l'unico posto che mi avrebbe fatto andare via da Reggio. L'avrei fatto solo per il Bari e così è stato".

 

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Parola di chi fa parte di una squadra che ha già abbondantemente raggiunto il primo obiettivo stagionale, la salvezza, e ora è quarta con 50 punti. "La sosta ci voleva, dopo un percorso lungo e con poche pause ci permette di prepararci al meglio a queste otto finali - assicura Bellomo - abbiamo fatto un percorso importante, ora abbiamo superato il primo step ed è giusto alzare l'asticella per fare qualcosa in più". La voce è quella di chi sa di essere nel pieno della maturità: "Prima ero molto più istintivo, quando diventi papà devi rappresentare un modello. La vita è basata sui tuoi figli e sulla tua famiglia, questo mi ha aiutato tanto a riflettere e contare fino a 10".

Contare fino a 10: e che traffico sulla trequarti

Contare fino a 10. Lo spirito che, secondo Bellomo, deve accompagnare il Bari nel finale di stagione: "Siamo quarti a un punto dal terzo posto e -6 dalla promozione diretta, il nostro è stato un grande cammino - rimarca - sotto di noi ci sono squadre che hanno speso tanto. Te la puoi giocare ancora per ogni tipo di obiettivo quindi è giusto credere nel lavoro. Finché la matematica non ti condanna devi giocartela per i piazzamenti migliori. Ci crediamo".

Crederci è anche lo spirito di chi ogni domenica deve sgomitare per un posto sulla trequarti biancorossa, dove c'è tanto traffico: si giocano un posto Bellomo, Botta, Folorunsho e all'occorrenza Benali e Benedetti. "C'è tanta concorrenza e questo fa solo bene. Tiene tutti sul pezzo. Risultati e scelte lo dimostrano. Oggi ci ritroviamo in una posizione di classifica importante, significa che sta girando tutto al posto giusto". E pazienza se la maglia da titolare è arrivata quattro volte da novembre ad oggi dopo un primo bimestre da detentore del posto fisso, o quasi: "Quando hai un gruppo con tanti giocatori di valore, è giusto che sia così. Tocca all'allenatore fare delle scelte e oggi la squadra è in alto, quindi sono state scelte corrette".

 

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"Il gol al Venezia un'emozione fortissima. Il Torino e la A? Ero troppo giovane"

Ci sono due gol nella stagione di Bellomo, entrambi segnati sotto la curva Nord. Quello contro il Venezia l'1 marzo ha regalato tre punti pesantissimi: "Sono emozioni molto forti, le avevo vissute già da giovane ma ora è tutto diverso. In questi anni ho sognato tante volte di tornare a Bari. E quando questo accade e ti capitano settimane del genere è il massimo che ti può succedere a questa età". Diversa dai 22 anni, momento di uno storico gol su punizione in A all'Inter con il Torino: "Fa parte dell'elenco dei ricordi indelebili, sono serate che non capitano tutti i giorni - sottolinea il numero 63 del Bari - ora però lo apprezzi ancora di più. Cosa non ripeterei del Bellomo giovane? Non ho particolari rimpianti, la vita è così. C'è un destino e le cose vanno come devono. In Serie A sono stato condizionato dagli infortuni ma i se e i ma vanno via con il vento".

Anche se in questa stagione ci sono due partite che vorrebbe rigiocare: "Quelle con il Frosinone - ammette - all'andata sono stato espulso dopo 21 minuti, il ritorno con 40mila tifosi non sono stato impiegato. Avrei dato tanto per giocarle e perchè potesse andare diversamente".

 

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 A luglio Nicola si sposa. "Sogno la doppia festa, campo e nozze"

Testa al rush finale, dove il pubblico può rappresentare davvero l'attaccante in più. Al San Nicola c'è una media superiore ai 25mila spettatori a partita, eppure in casa sono arrivati 22 a fronte dei 28 in trasferta. "Forse a Bari le squadre ci aspettano di più. Finiamo con gli scontri diretti (Südtirol, Pisa, Genoa) fuori casa? Direi che è un punto di forza per noi". Sognando un finale di stagione epico. In famiglia ha già fatto festa suo cugino Pietro Cianci, promosso in B con il Catanzaro ("Lo merita lui e lo merita la squadra, hanno dominato") ma Bellomo alza l'asticella. Verso un'estate con fiori d'arancio assicurati: "Speriamo di festeggiare due volte. A luglio mi sposo, spero di esultare anche a giugno sul campo. Faremmo festa patronale". Ovviamente, con epicentro a Bari Vecchia.



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