Da Lazio-Lecce a Napoli-Atalanta: le parole di Rizzoli sul VAR
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Data: 19/11/2019 -

Da Lazio-Lecce a Napoli-Atalanta: le parole di Rizzoli sul VAR

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Una giornata sul VAR. Capitani, allenatori e arbitri di Serie A ne hanno parlato, oggi, all'Hotel Parco dei Principi. Un faccia a faccia, chiaro e diretto, che ha toccato diversi punti decisamente controversi che hanno generato parecchie polemiche nel corso delle ultime giornate di campionato. Da Fonseca a Ranieri, da D'Aversa, Simone Inzaghi e Ancelotti a Giovanni Carnevali del Sassuolo. Tutti presenti. La parola, forte e decisa, però, è del designatore di Serie A Nicola Rizzoli.

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Lazio-Lecce e il gol di Lapadula annullato dopo il rigore di Babacar? “Il VAR capisce subito che Lapadula è dentro e alla fine comunica che è entrato prima all’arbitro. C’è un errore di base arbitrale e non siamo qui per nasconderci. Noi chiediamo ai direttori di gara di mettersi a più di un metro dalla linea dell’area perché così si ha la percezione giusta di chi entra in area prima. Possiamo fare di più, su questo non c’è dubbio. Dei calci di rigore che avete fatto (si rivolge ai giocatori, ndr) sarebbero stati da ripetere il 99%. Preferiamo limitare i casi prendendo in esame solo i giocatori che diventano decisivi ed entrano in contatto con la palla. O rimaniamo così o puniamo tutti. Lapadula è dentro l’area, lo dice il regolamento". La risposta del presidente del Lecce Sticchi Damiani che nel post partita aveva anche emesso un comunicato ufficiale a riguardo: "Il regolamento prevede che in caso di invasione dei giocatori delle due squadre il rigore va ripetuto, senza vedere cosa succede dopo. Poi il regolamento prevede anche l’ipotesi in cui nell’area entra o un attaccante o un difendente. Il protocollo VAR che dovrebbe vedere chi si avvantaggia dell’azione si riferisce solo all’invasione dell’uno o dell’altro. Dobbiamo capirci. L’idea che invadano entrambi e il VAR punisca solo uno è una cosa che non regge”. Replica Rizzoli: "No, l'IFAB ci ha imposto di usare il VAR e i due casi possibili sono o punire chi prende la palla o punire tutti. Altrimenti sarebbero da ripetere tutti".

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Cambio di argomento: i falli di mano. Rizzoli dice: “I cambiamenti che sono stati fatti hanno portato il tutto a essere più complicato. Molto dell’interpretazione dipende dalla cultura personale che si ha. Si è passati dalla “volontarietà” a “tocco”. La mia sensazione, però, è che non tutti abbiano visto quanto detto a Coverciano in estate e faccio il mea culpa perché saremmo dovuti andare in ogni società a spiegare il regolamento. Siamo disponibili a ragionare e siamo qui per confrontarci. Una delle prime novità il fallo di mano in attacco. Quando un giocatore ottiene il possesso attraverso un tocco di braccio e porta a una marcatura, allora è punibile. Se il braccio è lungo il corpo, non è mai punibile. È una zona di non punibilità. Per esempio in Atalanta-Udinese il fallo di mano di Ter Avest giustamente non era rigore. In caso le braccia siano sopra le spalle, è fallo. Il criterio geometrico è più forte di quello dinamico". Il fallo di mano di De Ligt in Juventus-Bologna? “Vi hanno fatto vedere l’immagine sbagliata. A seconda della foto che si vede, si dà un’interpretazione diversa. Due prospettive cambiano il giudizio. De Ligt però tocca la palla col piede e poi con il braccio: se non l’avesse toccata sulla scivolata, sarebbe stato sicuramente rigore. L’arbitro ha perso un po’ più di tempo per vedere meglio. Abbiamo chiesto ai registi di mandare, alla fine, le immagini che noi abbiamo scelto per giudicare. Questo per essere più trasparenti”. Il fallo di Mancini in Roma-Cagliari: “L’arbitro non sa se sia fallo di mano o spalla, perché è messo di spalle. Verificano anche l’inizio dell’azione perché c’è un dubbio sul tocco di mano di Joao Pedro a inizio azione, che però non c’è". Rizzoli su Genoa-Milan relativamente al contrasto tra Leao e Biraschi: “Fallo di mano punibile, perché nel marcare con il braccio in posizione innaturale leva la palla all’attaccante. Anche se non vuole intenzionalmente aumentare il volume del corpo". Interviene Ancelotti, che nel post di Napoli-Atalanta non aveva nascosto il malumore per il mancato rigore concesso a Llorente: "Ok dopo questo posso anche andare via. Mi basta sapere che avete sbagliato. Il problema principale è chi arbitra le partite. A volte l’impressione è che le partite vengano decise dal VAR, ma secondo me è l’arbitro che deve decidere. Nelle designazioni so che Rocchi e Orsato arbitrano le gare, gli altri sono più condizionati. Può essere che un assistente VAR con esperienza comandi. Voglio essere sicuro che sia l’arbitro a giudicare. Sulle situazione oggettive ok, ma su quelle non oggettive non può essere il VAR a decidere. Avete sbagliato in Napoli-Atalanta? Voglio accettare l’errore di Giacomelli, come di Rocchi, ma non accetto l’errore del VAR. L’errore lo deve fare l’arbitro". Rizzoli: "Hanno visto un fallo di Llorente, avrebbero dovuto fischiaro". E poi in chiusura: "Il 6% di errori che sarebbero arrivati senza in VAR? “La statistica è alta, vuol dire che non stiamo arbitrando bene. Ma ci può stare, il regolamento è cambiato tanto. Gli errori netti sono stati dieci, uno a Genova perché non funzionava la telecamera. Ma mai errori sul fuorigioco”.

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Tags: Serie A



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