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Una torre nel destino: duttilità e affidabilità per il Pisa, il viaggio di Loyola

Felipe Loyola (Imago)
Felipe Loyola (Imago)

Da Santiago del Cile a Pisa, duttilità e inserimenti per Gilardino: alla scoperta di Loyola, nuovo rinforzo per il centrocampo neroazzurro.

C’è una linea sottile che unisce Santiago del Cile alle rive dell’Arno, fatta di sogni e sacrifici. Su quella linea viaggia ora Felipe Loyola, che si prepara a diventare un nuovo giocatore del Pisa. Il club nerazzurro ha trovato l’accordo con l’Independiente per il centrocampista cileno, portando in Toscana un calciatore pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia calcistica.

L’operazione si chiude con un prestito di sei mesi da 1 milione e 300 mila euro, arricchito da bonus legati alla salvezza e al traguardo delle 100 presenze, oltre a un obbligo di riscatto fissato a 5,5 milioni al raggiungimento di determinati obiettivi. L’Independiente conserverà inoltre il 30% sulla futura rivendita.

Ma cosa ha spinto la squadra di Gilardino a puntare su di lui? Loyola è un centrocampista moderno, alto 1,77, destro naturale ed estremamente duttile. Da mediano ed esterno destro, Loyola corre, lotta e copre il campo con generosità, mettendo sempre la squadra davanti a tutto. Non è un fantasista da colpi a effetto, ma è il collante silenzioso che tiene uniti i reparti. Un giocatore che dà senso alla manovra, che accompagna l’azione e, quando serve, sa anche inserirsi con tempismo, sorprendendo le difese avversarie.

Per il Pisa, Loyola potrebbe diventare infatti una risorsa preziosa anche sotto porta, un centrocampista capace di inserirsi e trovare quei gol che fin qui sono mancati in mezzo al campo. Il club nerazzurro vede in lui il profilo ideale per il proprio percorso: un calciatore già maturo, con esperienza internazionale, ma ancora ampi margini di crescita. Un investimento pensato per il presente, ma con lo sguardo rivolto al futuro.

Gli inizi e la crescita in Sud America

La sua avventura inizia nel vivaio del Colo-Colo, poi nel 2020 arriva l’esordio tra i professionisti con l’Arturo Fernández Vial, coronato dalla vittoria della Segunda División cilena. Anche nei momenti difficili, come la retrocessione del club, Loyola non smette di combattere in lungo e in largo, sempre tra i migliori in campo, l’ultimo a mollare. Nel 2023 trova spazio e continuità all’Huachipato, in Primera División, mostrando maturità e personalità. Le sue prestazioni attirano l’attenzione della nazionale cilena maggiore, con cui ha già collezionato 16 presenze, realizzando così il suo sogno di giocare per il suo Paese.

Il passaggio all’Independiente nel 2024 segna un’ulteriore tappa del suo cammino, facendolo diventare così uno dei centrocampisti più interessanti del panorama sudamericano. Qui colleziona 62 presenze, 11 gol e 7 assist, prestazioni di livello che hanno mosso l’interesse del Pisa, pronto ad accoglierlo.

Independiente, Felipe Loyola (imago) interna
Independiente, Felipe Loyola (imago)

Da una torre all’altra

E forse Pisa era già nel destino di Loyola. Perché la città toscana e Santiago del Cile, seppur divise da un oceano, si assomigliano più di quanto possa sembrare. A Pisa svetta la sua Torre Pendente, fragile solo in apparenza, trasformata nel tempo in orgoglio universale. Santiago risponde con la Gran Torre, alta più di 300 metri (edificio più alto del Sud America) moderna e slanciata, emblema di progresso e futuro. Due torri diverse, ma ugualmente centrali: segni verticali che dominano lo sguardo e raccontano l’anima delle rispettive città.

Così il viaggio di Loyola non è soltanto un trasferimento calcistico, ma un passaggio simbolico tra due mondi lontani ma simili. Da una torre all’altra, Felipe porta con sé la stessa verticalità, in campo e fuori, quella di chi guarda avanti senza dimenticare da dove viene. E Pisa, oggi, è pronta a diventare il suo nuovo orizzonte.

A cura di Daniele Biondi