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Brasile, la musica si è spenta: la Seleçao non incanta più nessuno

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Vinicius, Brasile (Imago)

Dallo stile Ginga all’umiliazione storica contro l’Argentina: il Brasile non balla più. E la qualificazione al Mondiale non è più scontata

Il mito della Seleção è sempre più un ricordo. Il Brasile continua a vivere un’epoca di crisi, incastrata nel limbo tra il ricordo dell’ultimo Mondiale vinto ormai 23 anni fa e un presente sempre più difficile. La netta sconfitta per 4-1 contro l’Argentina nell’ultimo impegno della squadra di Dorival Jr. è forse il punto più basso della storia recente dei verdeoro.

L’ultimo trofeo vinto risale al 2019, quasi 6 anni fa, quando l’allora squadra di Tite sollevò al cielo la Copa America dopo aver sconfitto il Perù in finale. Un digiuno che stona con il palmarès dell’unica Nazionale capace di salire per 5 volte sul tetto del Mondo e 9 volte campione del Sudamerica.

Dopo una Copa America deludente, conclusasi con l’eliminazione ai quarti di finale, il rischio di non partecipare al prossimo Mondiale diventa sempre più concreto. La Seleção è attualmente al quarto posto del girone di qualificazione sudamericano, alle spalle anche di Ecuador e Uruguay, appaiata con il Paraguay e con solamente una lunghezza di vantaggio sulla Colombia. Sono solo 5 i punti che dividono i verdeoro dal Venezuela settimo, posizione che renderebbe necessario un umiliante playoff per cercare di staccare il pass verso USA 2026.

Una vera e propria crisi, della quale ha parlato anche Vinicius Jr.: “Dobbiamo ripensare tutto, sono necessari cambiamenti” – ha ammesso il giocatore del Real Madrid dopo il pesante ko con l’Argentina – “Quando siamo tornati nello spogliatoio non c’era molto di cui parlare. Abbiamo giocato male e credo che sia doverosa una riflessione sul momento che stiamo vivendo“.

Il Brasile non sforna più top player

A differenza del passato, i calciatori brasiliani non attirano più le attenzioni delle big. Se in passato il talento e la capacità di divertire il pubblico a suon di giocate portavano la Seleção a essere ricca di top player, oggi la situazione è ben diversa. Della formazione schierata da Dorival Junior nella nefasta sconfitta contro l’Argentina, solo quattro calciatori sono protagonisti con le migliori squadre del calcio europeo (Marquinhos, Raphinha, Vinicius Jr. e Rodrygo). Un gruppo non abituato ai migliori palcoscenici internazionale, che finisce per crollare quando il livello sale.

E se colui che dovrebbe essere il trascinatore non riesce ad incidere si passa dalla padella alla brace. Vinicius Jr. non è mai riuscito a prendersi il ruolo designato di nuovo Neymar, almeno con la Nazionale. Dopo una Copa America sottotono e un Mondiale da comparsa, al calciatore del Real Madrid si chiede di prendersi il Brasile sulle spalle. Un peso certo non facile da supportare, ma la chiave per uscire dalla crisi non può che essere il suo talento.

Il momento dell’Argentina fa piovere sul bagnato

La crisi verdeoro è resa ancor più pesante dal momento dorato dell’Argentina. Il netto 4-1 sotto al cielo di Buenos Aires è perfetta fotografia dei differenti stati di salute dei due giganti sudamericani. Da una parte l’entusiasmo dell’Albiceleste, già sicura di volare negli USA nell’estate 2026, dall’altra Dorival Jr. costretto a chiedere a Bento di fingere un infortunio dopo pochi minuti. Poco prima della metà del primo tempo, sul risultato di 2-0 per i Campioni del Mondo, il CT ha chiesto al proprio portiere di perdere tempo in modo da poter riorganizzare le idee e rallentare il ritmo della partita. Umiliazione totale.

Solo tre tiri verso la porta di Emiliano Martinez, che si è preso anche il lusso di sbeffeggiare i rivali di sempre con qualche palleggio, quasi come se fosse un allenamento. Immagini che resteranno impresse a lungo, e che spengono sempre più mito della Seleção. Quello che ormai è soltanto un ricordo lontano.

A cura di Lorenzo Renna