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Bonaventura: “Ritiro? Decisione presa da qualche mese. Il boato dei tifosi sarà il suono che mi mancherà di più”

Giacomo Bonaventura screen
Giacomo Bonaventura (screen)

Le parole di Giacomo Bonaventura al vodcast di Sky Sport, “Sky Calcio Unplugged”, sul suo addio al calcio giocato

Giovedì 5 marzo 2026 è stata la data dell’addio al calcio giocato di Giacomo Bonaventura. L’ex centrocampista di Fiorentina, Milan e Atalanta, ha deciso di smettere dopo oltre 400 presenze in Serie A e più di 70 gol.

La sua ultima esperienza da giocatore è stata in Arabia Saudita all’Al Shabab dove ha giocato fino alla fine della scorsa stagione.

Per la prima volta dopo l’annuncio del ritiro, Bonaventura ha parlato al vodcast Sky Calcio Unplugged”. Dalla decisione del ritiro alla partita più emozionante, di seguito le sue parole.

Una scelta, quella del ritiro, non dettata dal caso, ma pienamente consapevole: Se ero pronto a smettere? Io l’ho detto ieri ma già qualche mese fa avevo preso questa decisione. All’inizio sicuramente ti manca la routine, lo spogliatoio, gli stadi…Ma poi inizi ad apprezzare le cose che durante la carriera da giocatore non puoi fare. Il suono che mi mancherà di più? Sicuramente il boato dei tifosi. L’esplosione di gioia dello stadio è una delle cose più belle del calcio. Il primo grande momento della carriera? La partita che mi ha dato più emozioni è stata l’esordio in Serie A, Atalanta-Livorno, ero troppo emozionato”.

Le parole di Giacomo Bonaventura

Una battuta sulla Nazionale e il suo ruolo preferito: In Nazionale manca uno come me? Con Gattuso ho giocato e anche bene, magari se mi chiama ci ripenso…Ovviamente scherzo, ho smesso di giocare in maniera naturale, mi sentivo di fare così. Il mio ruolo ideale? Mi sentivo meglio a giocare da mezzala”. L’attenzione si è successivamente spostata sulla squadra che lo ha lanciato, l’Atalanta, e sul suo settore giovanile: “Penso che l’Atalanta da quando ha iniziato la gestione Percassi ha fatto tutto bene, si vedeva che c’era una gestione bella, sana. Poi passo dopo passo sono cresciuti, quando ho fatto io le giovanili lì l’ambiente era più familiare, meno strutturato. I giocatori preferivano andare al Milan, alla Juventus, all’Inter…”

Gattuso (imago)

Da un’ex squadra all’altra, Bonaventura ha parlato della sua ultima partita con il Milan e di un suo ex compagno di squadra: “Giocare in quello stadio è una sensazione difficile da descrivere. Ci sono tante cose che ti danno emozioni fortissime. Quando ho fatto l’ultima partita al Milan ero un po’ dispiaciuto non ci fosse il pubblico, quelli sono stati anni indimenticabili. Leao? Quando giocavamo insieme lui era giovanissimo, era appena arrivato. Ora è diventato più forte fisicamente, si è adattato al campionato. La cosa che impressionava di lui era la facilità con cui giocava. Sicuramente anche lui ha margini di miglioramento, spero riesca a trovare quel pizzico di continuità che gli manca. Per me è un fuoriclasse”.

Bonaventura: “In Nazionale avrei potuto fare di più”

Ancora sulla Nazionale, Bonaventura ha parlato del periodo in cui era nel giro degli azzurri: “In Nazionale non ho giocato tantissimo. Avrei potuto fare di più, un po’ ho pagato la situazione del periodo storico del calcio italiano non brillantissimo ma probabilmente anche io avrei dovuto impormi in maniera diversa. Anche giocare una sola partita con la Nazionale però è già un miracolo e una grande soddisfazione. Sono stato nel giro per una decina d’anni e anche se non ho giocato molto è stata una grande emozione”.

In conclusione, sul futuro ha dichiarato: “Non so ancora quale strada prendere, magari farò il corso per allenatore ma sinceramente non ho ancora preso una decisione, vedremo..”