La promessa di Vieirinha: “Me ne andai per salvare il PAOK, ma sono tornato per vincere”

Dal documentario “PAOK, dove la cultura incontra la passione”: la nostra intervista alla leggenda del club greco
Ha lasciato Salonicco per salvare il PAOK dal fallimento, per poi tornare e vincere. Chiudendo con un’autentica dimostrazione d’amore quel cerchio. E se da quelle parti sei una leggenda del club, ma non sei greco, allora sei davvero speciale.
“Il PAOK è tutto. È il club che mi ha dato l’opportunità di godermi di nuovo il calcio. Mi sono sempre sentito a casa”. Parola di Vieirinha, ex calciatore portoghese che ha vestito la maglia bianconera in due momenti distinti della sua carriera. Dal 2008 al 2012, poi il ritorno dal 2017 al 2025. “Non me ne sarei mai voluto andare la prima volta. Ma il club aveva problemi economici: non mi hanno obbligato, ma mi hanno chiesto di essere ceduto. Con quei soldi il PAOK si sarebbe salvato”. Poi, la promessa: “Tornerò per vincere trofei”. E così è stato. Vieirinha vince due campionati e tre coppe di Grecia. Quasi un trofeo all’anno. Il momento più bello? “Il titolo da imbattuti nel 2019, ovviamente”.

Il rapporto con i tifosi è sincero e viscerale. “Non mi hanno mai fatto sentire uno straniero: sono sempre stato uno di loro. Se dovessi descrivere con una parola il nostro legame direi ‘amore’. E ‘rispetto’. Il PAOK è una famiglia: hanno costruito uno stadio da soli. Siamo noi contro tutti”.
Nella carriera del centrocampista c’è anche uno storico successo agli Europei in Francia con la maglia del Portogallo.
Vieirinha e il miracolo con il Portogallo: “Il ct Santos ci ha creduto fin dall’inizio”
È il 2016. Dopo aver superato la fase a gironi con tre pareggi consecutivi, il Portogallo ribalta il pronostico e la storia. Nettamente favorita per il trionfo, la Francia perde sul più bello. Proprio in finale. Davanti ai suoi tifosi. Contro Vieirinha. “Il ct Santos ci ha creduto più di noi fin dall’inizio. Dopo aver fatto solamente 3 punti nella prima fase non eravamo contenti, ma il primo obiettivo era stato raggiunto. L’allenatore ci ha fatto capire: da quel momento ci abbiamo creduto un po’ alla volta. Sempre di più. E ti dirò di più: eravamo sicuri quasi al 100% di uscire da Parigi con la coppa”.
Eder segna in pieno recupero, e il resto è storia nota. “C’erano i miei genitori e mia moglie. Fortunatamente erano tutti lì con me a godersi questo momento. Il giorno dopo ho visto anche mia figlia”.