Tradizione, identità, consacrazione: Fermín López, oro di Barcellona

Dieci reti, dieci assist, un trofeo già conquistato e una prova da urlo in Champions League: l’ex canterano è sempre più protagonista
“Non deve giocare perchè è del vivaio ma per il suo rendimento. Quando un giocatore ha talento e legge il gioco la cantera deve aspettarlo, anche se il fisico non lo accompagna.” A raccontare al meglio Fermín López Marín è Jordi Roura (ex responsabile delle giovanili che lo portò al Barcellona) che, ai microfoni di Jijantes ha spiegato i segreti dietro il suo momento.
El Messi de El Campillo, infatti, è la risorsa più continua di questa stagione all’interno della rosa a disposizione di Hansi Flick, a prescindere da tutto ciò che succede in campo. La fulminante doppietta, messa a segno con un mix perfetto di potenza e precisione, nel 2-4 con lo Slavia Praga in Champions League, rappresenta in questo senso una preziosa testimonianza. Gli scambi con Raphinha, Pedri e De Jong tra gli altri, poi, valgono qualitativamente ancor più il prezzo del biglietto.
L’amichevole di Dallas, decisa contro il Real Madrid nel 2023, è ormai un ricordo lontanissimo per il ragazzo classe 2003. Proprio contro i Blancos, tra l’altro, è arrivata per i culè la vittoria in Supercoppa di Spagna, marchiata anche da un sontuoso assist di Fermín che, quasi senza guardare, manda in porta Raphinha per il vantaggio iniziale: il brasiliano, per ricambiare il favore, completerà poi la festa col tris in caduta dopo la risposta madridista a Lewandowski.
La fiducia di Flick, poi, sta tutta nelle parole del manager tedesco che, a precisa domanda su un possibile addio del 16, destinazione Chelsea, spiega “La decisione di restare qui l’ha presa lui, è un giocatore fantastico, incarna al 100% il dna Barça e io mi godo le sue prestazioni“. A sensazione, l’ex Bayern sembra essere in discreta compagnia.
Fermín, oro Barça anche nei numeri
Dieci gol, dieci assist in tutte le competizioni e un raggio d’azione capace di ricoprire praticamente tutta la trequarti offensiva tra pericolosità in avanti e distribuzione in regia: il livello di Fermín, formato 2025-26, è decisamente orientato verso la definitiva consacrazione.
La sua stagione, entrata sempre più in piacevole contatto con i momenti decisivi, rappresenta una delle chiavi prioritarie dei meccanismi e delle ambizioni del club. Con la Roja di De La Fuente che si sfrega già le mani con vista sul mondiale.

Cuore e identità, Barcellona figlia di un passato eterno
Gli interminabili tunnel al fratello Juan Antonio, la firma sul contratto post Betis grazie all’influenza dello zio e quella luce presente negli occhi ad ogni tocco di palla, certificano soltanto un manifesto più che evidente: Fermín López è l’ennesimo, dolce, regalo mandato al Barcellona dal futuro.
Un futuro basato, da sempre, su cuore e identità. Johan Cruyff insegna ancora: La Masia alla base del Barça: certe cose non cambiano mai. El Messi de El Campillo, adesso, conosce già la strada che porta alla felicità.