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Da San Siro… a San Siro: Lecce, il riscatto di Siebert

Il difensore del Lecce, Jamil Siebert (IMAGO)
Lecce, Jamil Siebert

L’espulsione in Coppa Italia, tre mesi in panchina e l’exploit contro Inter e Milan: l’agente del difensore tedesco racconta la sua rinascita

Jamil Siebert è stato il colpo più oneroso dello scorso mercato estivo del Lecce: 5.5 milioni di euro più bonus. Eppure, fino alla settimana scorsa, aveva giocato solamente tre partite con la maglia giallorossa.

La prima gara, a Bergamo contro l’Atalanta, pochi giorni dopo il suo arrivo in Italia. La seconda subito dopo, a San Siro contro il Milan, in Coppa Italia: è durata diciotto minuti. Poi il cartellino rosso. E una lunga serie di panchine.

Dal 29 settembre al 27 dicembre, tre mesi senza mai nemmeno subentrare. Ha ritrovato la titolarità dopo novanta giorni contro il Como ed è subito tornato tra le riserve nelle tre partite successive, contro Juventus, Roma e Parma.

Jamil è un ragazzo calmo e paziente“, racconta il suo agente Alexis Portselis. “In questi mesi ha lavorato in silenzio per adattarsi e ha aspettato il suo momento“. Che alla fine è arrivato: complice l’espulsione di Gaspar, Siebert è tornato in campo. E lo ha fatto proprio a San Siro, nella doppia trasferta consecutiva del Lecce. Prima contro l’Inter, poi contro il Milan: due ottime prove del difensore tedesco che hanno tutto il sapore del riscatto.

Lecce, il ritorno e la crescita di Siebert

Il matrimonio con il Lecce non poteva essere già finito, d’altronde. In estate la trattativa è stata lunga – come spiega Portselis: “Sono servite tante chiamate, molto lavoro tra le parti. Abbiamo spinto per il Lecce sicuri che fosse il progetto giusto: è un club storico e i tifosi hanno grande passione. Con Corvino c’è stato da subito un ottimo feeling. Jamil aveva scelto l’Italia come prossimo step per la sua carriera nonostante molte proposte in Germania e non solo: la Serie A è la miglior scuola per difensori al mondo. Abbiamo avuto contatti anche con Pisa e Cremonese, ma il progetto del Lecce ci ha convinti“.

Le cose, però, non sono andate subito per il verso giusto: “Per adattarsi a una nuova realtà ci vuole tempo. Jamil sta studiando l’italiano, ha lezioni due volte la settimana con un insegnante privato. L’impatto con la città è stato positivo nonostante le prime prestazioni e le successive panchine. Per lui stare fuori è stata una situazione inusuale: in questi anni al Dusseldorf è sempre stato un titolare. Ma ha accettato le decisioni senza panico: sapevamo che Germania e Italia hanno stili di gioco e di vita molto diversi”.

Serviva tempo e ora le cose stanno migliorando: le due partite contro Inter e Milan lo testimoniano. Jamil darà tutto per aiutare il Lecce a salvarsi: è una squadra ancora molto viva, che sta raccogliendo meno punti di quel che merita. L’impressione è che possano farcela anche quest’anno“.
Di certo, potranno contare su un guerriero in più: Siebert è pronto a nuove battaglie.