La nuova vita di Karius: da meme a protagonista con lo Schalke

Lacrime versate. Brutti pensieri. Ora la (ri)nascita. La nuova vita di Loris Karius allo Schalke 04
Ci sono occasioni che nella vita vanno raccolte. Per non lasciarle scappare. “Ho pensato al ritiro. Quando stai fuori dal campo per tutto questo tempo non puoi che pensare di appendere guanti e scarpini al chiodo. Se una porta non si apre, devo essere onesto con me stesso e dire: ‘Guarda, hai molte altre opportunità che ti entusiasmano, ti divertono e ti motivano”.
Così Loris Karius aveva dichiarato in un’intervista poco più di un anno fa. Con la consapevolezza che, probabilmente, non avrebbe più messo piede su un campo da calcio.
E i ricordi di quel Liverpool-Real Madrid rimangono indelebili. Rimbombano. Come una voce incessante nella testa. Prima l’errore sul gol di Benzema. Poi, a 7′ dalla fine, il tiro di Bale da oltre 30 metri. La palla scivola dalle mani. Va dentro. Quasi incredulo. È 3-1 per i Blancos.
Ora tutto cambia. Una chiamata che Karius non ha potuto farsi scappare. Un’occasione per ripartire e rimettersi quei guantoni che per anni aveva pensato di lasciare nel borsone. Una nuova vita. Un nuovo capitolo da scrivere con lo Schalke 04.
Un incubo… che torna
Stadio Olimpico di Kiev. Maggio del 2018. In campo Liverpool e Real Madrid per la finale di Champions League. Il primo tempo si chiude 0-0. All’inizio della ripresa si sblocca il match. Passaggio rasoterra di Karius a cercare un compagno. La palla colpisce Benzema ed entra in rete.
All’83° il punteggio è di 2-1 per i Blancos. Un tiro da 30 metri di Bale gela però il portiere tedesco. Trentasette per l’esattezza. Karius non trattiene. La palla rimbalza e rotola oltre la linea. Il volto coperto dalle braccia sotto il cielo di Kiev. Al termine del match, una terribile diagnosi scuote il portiere del Liverpool: “Loris, hai una commozione cerebrale. Avevi il campo visivo ridotto”. L’adrenalina in campo aveva sedato il dolore di una botta presa alla testa. “Tutti videro quegli errori. Pochi si resero davvero conto di quello che avevo subito”. Vari meme si diffusero sui social. Video. Foto di quella maledetta notte. In un baratro di emozioni senza fine.

Una parabola
Archiviata l’esperienza al Liverpool il portiere tedesco riesce comunque a trovare continuità durante il prestito al Beşiktaş. Poi una brevissima parentesi all’Union Berlino (appena 5 presenze nella stagione 2020/21), e il ritorno ai Reds. Alle spalle di tutti, come quarto portiere.
Quasi metà anno senza vedere il campo. Poi, a settembre 2022, il trasferimento a parametro zero al Newcastle. Il 26 febbraio 2023 una data che si pensava potesse avere il sapore di ripartenza. Finale di Coppa di Lega, contro lo United. L’unica presenza di quella stagione. L’anno successivo, la stessa storia. Una sola partita in Premier League. Poi il buio.

Karius, ecco lo Schalke
Sei mesi da disoccupato dopo il Newcastle. Come se quella finale di Kiev lo avesse messo davanti a un “aut-aut” dal destino inevitabile. Lo Schalke 04 però ha creduto in lui.
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Sette partite in 4 anni e 6 mesi senza contratto. “Non vedo l’ora di giocare di nuovo”. Detto, fatto. Oggi Karius è uno dei migliori portieri della serie B tedesca. Nove clean sheet, più di qualunque altro. Lo Schalke ha un nuovo leader ritrovato: perché non è mai troppo tardi per riprendere in mano la propria coscienza.