Roma, Pellegrini: “Mi sono sempre preso le responsabilità. Futuro? Sarà il campo a decidere”

Lorenzo Pellegrini si racconta: dalla fascia di capitano della Roma fino al rapporto con Mourinho e Ranieri
Il passato, il presente e il futuro di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista della Roma, e della nazionale italiana si è raccontato in una lunga intervista al Corriere dello Sport.
A partire dalla prima fascia da capitano. “Arrivò dopo la sconfitta con lo Spezia, 4-2 in coppa Italia, la partita dei sei cambi, l’irregolarità. Avremmo perso comunque. Finimmo in nove contro undici. Ci fu una discussione e Dzeko, che era il capitano, pagò con la fascia. Edin sa bene come andò, io stesso provai a spiega- re alla società che la decisione era sbagliata. La fascia, pesa? Sì. Ma non mi ha cambiato di una virgola, né responsabilizzato maggiormente. Perché la Roma l’ho sempre presa molto seriamente. Ormai sono all’ottavo anno, ma mi alleno a Trigoria, che è casa, da quando di anni ne avevo nove. Ai compagni ho sempre cercato di far capire cosa significasse gioca- re nella Roma, che non è una squadra qualsiasi”.
I fischi dello stadio Olimpico sono ancora nella mente. “I risultati hanno peggiorato il clima in generale. E poi una montagna di stupidaggini, bugie messe in giro per fornire alla gente uno o più colpevoli. Ma colpevoli di cosa? Solo dei risultati. Anche i fischi a Bryan li ho trovati fuori luogo, ingiusti. Io non lascio un compagno in mare aperto, con la tempesta. Mourinho? Con José ho vissuto gli anni più belli della mia carriera”.
E aggiunge. “Subito dopo il suo esonero sono arrivate altre voci ridicole, ci sentimmo al telefono perché desideravo chiarire la mia posizione e lui ha capito… Mou è trascinante, ti folgora. Noi ci dicevamo che se prima di ogni partita ci avesse chiesto di sbattere la testa contro un albero l’avremmo fatto tutti… Anche quella del tradimento a Daniele è pura fantascienza, invenzioni di chi non ha idea del rapporto che avevo e conservo con lui. Spesso la verità non interessa, è d’intralcio”.

Roma, il racconto di Pellegrini
Il calciatore italiano aggiunge. “Io non sono mai scappato, mi sono sempre preso le mie responsabilità. Il pubblico ti considerava uno dei traditori e scattò la fischiata”. Perché non reagisti, spiegando la verità dei fatti? “L’ho fatto prima dell’Elfsborg. Avrei dovuto raccontare prima ai tifosi quello che era effettivamente successo. La proprietà? Ho ricevuto un messaggio di Ryan dopo il derby, al derby tengono tanto”.
Il contratto di Pellegrini scade nel 2026. “Lascio che sia il campo a decidere. Io sono molto fatalista e cerco sempre di essere positivo. Ti assicuro che finché avrò la possibilità di indossare la maglia della mia Roma lo farò dando tutto me stesso, anzi di più, come ho sempre fatto. Per me è importante riuscire a guardarsi allo specchio ed essere felice dell’uomo prim’ancora che del calciatore. Non ho bi- sogno di dichiarare l’amore per
la Roma, è così evidente”. E conclude. “Nazionale? Con Spalletti non ho mai avuto problemi, anzi. La Nazionale è a settembre, ottobre, novembre. Dici che sembro più leggero? Non ho una spiegazione per tutto”.