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Dal bullismo al diploma scolastico: Nathan “Catje” De Cat, la nuova stellina dell’Anderlecht

Nathan De Cat, Anderlecht (IMAGO)
Nathan De Cat, centrocampista dell’Anderlecht

Mediano, regista, mezzala. Il Belgio (e l’Anderlecht) scoprono un nuovo gioiellino, Nathan De Cat

Il nuovo gioiellino del calcio belga porta il nome di Nathan De Cat, centrocampista classe 2008 dell’Anderlecht. Diciassette anni, un metro e 92, destro naturale con caratteristiche fisiche e tecniche che lo portano ad accostamenti importanti con due professori del ruolo come Rodri e Sergio Busquets. Mediano, regista o mezzala poco conta, perché tra i punti di forza di De Cat c’è sicuramente la duttilità. Tanta personalità, ordine e geometrie. Tutti ingredienti che lo hanno portato a conquistare in tempi brevi una maglia da titolare e a imporsi in prima squadra proprio come fatto nella semifinale di Coppa del Belgio contro l’Anversa, in cui ha realizzato il gol del 3-0 e servito l’assist vincente a Nathan Saliba.

A credere sin da subito in lui è stato Besnik Hasi, allenatore albanese esonerato qualche settimana fa dopo la sconfitta contro lo Standard Liegi. Il feeling tra i due è stato sin da subito positivo, soprattutto nel momento in cui De Cat non ha preso parte al Mondiale U17 con il Belgio. Una decisione presa dall’Anderlecht, con Hasi che ha saputo gestire bene la situazione con il talento belga. Proprio grazie all’albanese, De Cat è arrivato a essere considerato uno dei migliori talenti del Belgio. Un centrocampista difficile da contrastare, abile palleggiatore capace di far partire l’azione. Il suo nome è stato inserito anche tra i 60 migliori giovani talenti del mondo da The Guardian.

Un ragazzo con i piedi per terra, che gioca come se fosse con i suoi amici al parco. “Cerco di godermi tutto quello che sta succedendo, ma va tutto così veloce”, ha dichiarato De Cat in una recente intervista all’Het Nieuwsblad, noto quotidiano belga. Suo padre gli ha trasmesso la passione per il calcio e al rientro dagli allenamenti, chiedeva di essere lasciato all’angolo della strada per poter raggiungere casa correndo. Così Willem Timmermans, il suo primo allenatore in carriera che sin dal primo momento vedeva in De Cat un potenziale enorme.

Dal KV Mechelen alla Act2Prevent Voetbalschool, fino all’accademia dell’Anderlecht. Un percorso iniziato da lontano nonostante le difficoltà del bullismo a causa di un apparecchio ortodontico. A soli 15 anni e sei mesi, De Cat ha debuttato nella seconda squadra dell’Anderlecht e ancora oggi è il quarto giocatore più giovane della Challenger Pro League. Catje, così lo chiamavano. Un soprannome che deriva da un gioco di parole in olandese con il termine katje che significa gattino. De Cat ha ammesso di essere un po’ indietro a scuola, ma il suo obiettivo è quello di ottenere il diploma di scuola secondaria. L’Anderlecht lo aiuta tanto in questo percorso, a testimonianza dell’efficienza dei vivai presenti in Belgio.

Non solo De Cat: il Belgio ha una nuova generazione di talenti

Non solo Nathan De Cat. Dall’U19 all’U21 sono tante le stelline che il Belgio è pronto a mettere in mostra grazie anche all’ottimo lavoro dei settori giovanili dei club. Il futuro tra i pali è nelle mani di Mike Penders, portiere classe 2005 di proprietà del Chelsea ma attualmente in prestito allo Strasburgo. Joaquin Seys del Brugge è già nel giro della prima squadra dopo aver ottenuto una serie di presente tra Belgio U18 e U19, così come il suo compagno di squadra al Bruges Kyriani Sabbe che occupa la fascia destra della difesa, con un reparto che va a completarsi col capitano Matte Smets.

A centrocampo spazio a Arthur Vermeeren del Marsiglia insieme a Mathias Delorge del Gent. E in attacco? Tra i tanti esterni presenti, spicca anche una prima punta che sta già facendo parlare di sé. Si tratta di Lucas Stassin, classe 2004 di proprietà del Saint Etienne a quota 4 gol in Ligue 2. Insomma, gli elementi per proporre una nuova generazione di talenti non mancano di certo. 

Nathan De Cat, Anderlecht (Imago)
Nathan De Cat, Anderlecht

Kompany, Lukaku e Doku: il produttivo vivaio dell’Anderlecht

L’Anderlecht è storicamente un club che ha lanciato tanti giovani talenti che con gli anni si sono imposti nel grande calcio europeo. Da Kompany a Lukaku, passando per Tielemans e Doku. Una lista lunga che col passare degli anni si arricchisce sempre di più, considerando l’ottimo lavoro a livello giovanile da parte del club belga. Il motore del progetto è il centro sportivo di Neerpede, alle porte di Bruxelles, dove si allenano tutte le squadre dalle giovanili fino alla prima squadra.

Tecnica, possesso palla, sviluppo dell’uno contro uno e tanto scouting soprattutto nell’area di Bruxelles, città storicamente ricca di talento. Uno dei punti di forza del settore giovanile dell’Anderlecht e in generale dei vivai dei club belga è che sono dei veri e propri college che permettono ai ragazzi di praticare sport abbinandolo ogni giorno allo studio. Proprio così sono nati i vari Doku e Lukaku, con De Cat e qualche altro giovane talento ormai pronto a mettersi in mostra.

A cura di Gerardo Guariglia