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Mourinho si sfoga dopo Benfica-Porto: “Io traditore? Si chiama professionalità”

José Mourinho, allenatore Benfica
José Mourinho, allenatore Benfica

Le parole di José Mourinho dopo l’espulsione nella gara tra il suo Benfica e il Porto di Francesco Farioli finita 2-2

Finisce 2-2 la gara tra il Benfica di Josè Mourinho e il Porto di Francesco Farioli. Nonostante il doppio svantaggio i biancorossi sono riusciti a pareggiare il match con le reti di Schjelderup al 69′ e di Barreiro al 88′.

Al momento del pareggio del Benfica, José Mourinho nell’esultanza ha calciato un pallone, finito contro la panchina del Porto, ed è stato espulso.

Nel post partita l’ex Roma ha voluto chiarire che la sua intenzione non era colpire la panchina avversaria: “L’arbitro dice di avermi espulso perché avrei calciato il pallone verso la panchina del Porto. È completamente falso“.

L’ho fatto tante volte allo stadio: quando segniamo, mando la palla sugli spalti come gesto per festeggiare e regalarla a un tifoso. So di non essere tecnicamente molto bravo, ma la mia intenzione era quella“: ha aggiunto l’allenatore portoghese.

Il litigio tra Lucho Gonzalez e Mourinho

Al termine della partita poi c’è stato un duro confronto nel tunnel tra José Mourinho e Lucho Gonzalez, secondo di Francesco Farioli. In conferenza stampa l’ex Inter e Roma ha raccontato quanto successo tra i due: “Mi ha chiamato traditore 20 o 30 volte. Traditore di cosa? Al Porto ho dato l’anima. Poi sono andato al Chelsea e ho dato l’anima anche lì. Questo si chiama professionalità”.