Juventus, nasce la Forward Squad: il club punta sulle startup per innovare

Il progetto “Juventus Forward” entra nel vivo: Chiellini guarda al futuro tra efficienza e nuovi ricavi
La Juventus accelera sul fronte innovazione e lancia ufficialmente la Forward Squad, un team composto da startup che collaboreranno con il club nel corso della stagione. L’iniziativa rientra nel più ampio programma “Juventus Forward”, spazio di co-creazione pensato per integrare il club con l’ecosistema dell’innovazione fatto di istituzioni, acceleratori e giovani imprese.
All’Allianz Stadium è andato in scena l’evento “Forward. In Play – Innovation Takes the Field”, occasione per presentare le nuove partnership e un programma di open innovation che mette in relazione la società bianconera con startup, partner e talenti.
Le realtà selezionate lavoreranno su diversi fronti: dalla sperimentazione alla validazione dei progetti, fino allo sviluppo e al racconto di nuove soluzioni applicate al mondo sportivo.
Un percorso iniziato due anni fa e che ora entra in una fase più operativa, con un gruppo dedicato a supportare le esigenze quotidiane del club, dentro e fuori dal campo.
Chiellini: “Può diventare un canale di ricavi”
A spiegare la visione è stato Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy, tramite le parole riportate da Calcio e Finanza: “Siamo contenti di lanciare una “innovation squad” perché l’innovazione è parte integrante della Juventus. Vogliamo mettere a terra nei prossimi anni qualcosa che sia misurabile”.
Il dirigente ha sottolineato come il primo obiettivo sia l’efficienza operativa, anche in ottica di ottimizzazione dei costi, ma con uno sguardo più ampio: “Spero che in futuro questo programma possa diventare un canale di ricavi. Non mi aspetto che accada in uno o due anni, ma ci spero”. Centrale anche il legame con il territorio: “Siamo una società globale, ma non dobbiamo dimenticare da dove veniamo”.

Sulla stessa linea l’amministratore delegato Damien Comolli: “Ogni società sportiva deve innovare per trovare vantaggi competitivi. Dobbiamo pensare a come sarà il calcio tra 10 o 15 anni. E la risposta è innovare”.