Monza-Roma, la conferenza stampa di De Rossi
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Data: 01/03/2024 -

Roma, De Rossi: "La società ci sta dando serenità, posso contare sui Friedkin"

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Le parole di De Rossi alla vigilia della sfida della Roma con il Monza
Le parole di De Rossi alla vigilia della sfida della Roma con il Monza

Dopo la vittoria per 3-2 contro il Torino, la Roma vuole proseguire la propria striscia positiva in campionato. In questa giornata, la ventisettesima di Serie A, i giallorossi sabato 2 marzo alle 18:00 saranno opsiti all'U-Power Stadium del Monza di Palladino, reduce da tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque giornate. Daniele De Rossi ha presentato la sfida in conferenza stampa.

 

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Credits: Andrea Rosito

 Monza-Roma, la conferenza di De Rossi

La conferenza stampa di Daniele De Rossi è iniziata con il punto sulle condizioni dei giocatori: "Stanno tutti bene a parte Karsdorp che per un fastidio al ginocchio non verrà con noi ma ha bisogno di una gestione più lunga. Avendo tanti giocatori bravi non sarà un problema perché se qualcuno sarà stanco avremo tanti pronti a cambiarli. Anche Dybala sta bene, dobbiamo essere contenti della sua condizioni, si trova bene ed è felice. Anche quando hai qualche acciacco non lo senti dopo tre gol".

 

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Sul modulo del Monza e il rapporto con Palladino: "Nelle ultime partite hanno cambiato qualcosina, ma come sempre capita devi preparare più partite in una partita. Possono attaccare a tre ma anche creare gioco con la difesa a quattro. Incontreremo una squadra forte con un allenatore che io stimo tanto. Con Raffaele ci siamo sentiti qualche giorno fa, abbiamo iniziato il corso a Coverciano assieme. Il futuro è dalla sua e sta gestendo benissimo questa sua esperienza a Monza".  

 

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Sul gruppo che si è creato: "Non cerco di fare qualcosa di diverso rispetto al passato ma cerco di gestire lo spogliatoio come avevo fatto alla Spal o quando ero capitano. C'è una responsabilità e un ruolo diverso perché devi fare delle scelte. Siamo una famiglia e se non lo siamo ancora siamo nella giusta direzione per diventarlo. Se si sta bene si sta un'ora in più all'allenamento e questo significa molto". 

Sul momento di Dybala e Lukaku: "Non c'è niente di tattico che lo esalti se giochiamo a tre o a quattro. Se analizziamo i gol, è solamente una casualità il cambio di modulo. Tutti sono messi in discussione, compreso me stesso. Con il Frosinone ho tolto Lukaku perché aveva giocato tante partite per 90 minuti ma è una stella. Quando entra dà il massimo, è il lavoro suo".

Sull'ambiente in fase di cambiamento: "Noi siamo bravi a metterci a disposizione e la società ci sta dando tanta serenità. Negli altri centri sportivi, soprattutto quelli delle big, la prima squadra è lontana dalla sede della società e non si accorge nemmeno se scoppia una bomba, mentre qui ci mettono in una situazione ideale per concentrarci sul lavoro nonostante abbiamo gli uffici qui. Io mi devo interfacciare con la società per quanto riguarda il mio ruolo e tutti sono a disposizione 24 ore su 24. Fuso orario permettendo, posso chiamare Dan o Ryan e mi confronto sempre. So che ci sono dei cambiamenti, come avverranno in futuro. Grazie ai risultati si riesce a stare in una situazione migliore anche dal punto di vista emotivo". 

Sulle condizioni di Smalling: "Quando non giochi da tanto tempo i muscoli non sono più abituati a certi scatti e distanze da coprire. In allenamento ti alleni ma lo stress da partita è diverso. Sta finendo il suo percorso di recupero".

 

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Su cosa chiede a Paredes: "Gli sto chiedendo cose diverse rispetto alla sua abitudine ma calcisticamente è intelligentissimo. Alcune volte era troppo istintivo mentre il centrocampista deve essere sempre riflessivo, fare tante cose visibili ma anche invisibili. Temporeggiare in questo sport è fondamentale e lui ha il calcio in testa. Mi piace come sta interpretando il ruolo, gli sto dando qualche sfumatura in più ma come a tutti. Anche se ai centrocampisti mi permetto di dire qualcosa in merito". 

 

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De Rossi infine ha concluso sull'avversario: "È una squadra difficile da affrontare per chiunque. Sanno giocare a calcio ma sono meno aggressivi del Torino e dell'Atalanta anche se vengono dallo stesso albero genealogico".



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