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Che storia, tra Zola e il Napoli ci fu quasi l'Entella: "Lo avevamo praticamente già preso"

| News calcio | Autore: Redazione

“Primo Maradona, poi Gianfranco Zola…”, nei primi anni ’90 questo ritornello era diventato un vero e proprio tormentone, eppure la carriera di quello poi sarebbe diventato “Magic Box” per i tifosi inglesi, poteva prendere ben altra piega.

Eh si, perché nell’estate del calciomercato dopo la stagione ’86-’87 Zola era praticamente un giocatore della Virtus Entella. “E chi se lo dimentica - racconta a gianlucadimarzio.com Walter Alvisi - Zola ci aveva segnato contro a 4’ dalla fine della sfida contro la Torres. Un gol pazzesco, un tiro sotto l’incrocio praticamente imparabile”. Gli occhi del vicepresidente dell’Entella parlano da soli. A distanza di anni ancora la ricorda quella giocata che l’aveva incanto in quel modo.

“Quanto il nostro direttore sportivo dell’epoca Comini mi disse che aveva strappato un accordo con il collega della Torres Barbanera, facevo fatica a credergli”. All’epoca il mercato si faceva tutto all’Hotel Hilton di Milano e proprio in quelle sale la Virtus Entella aveva chiuso un colpo che avrebbe potuto segnare la storia del club. “Ricordo perfettamente le cifre: Comi mi disse che aveva travato l’accordo per portare Zola a Chiavari in prestito con il diritto di riscatto a 80 milioni. E in quell’occasione scoprii che il giocatore non era di proprietà della Torres ma di un’altra società chiamata Sorso che aveva dato l’ok”.

Ma il sogno dura pochissimo. “Già l’indomani Comini mi telefonò per darmi la notizia: Moggi aveva fatto un’offerta di 800 milioni, cioè 10 volte superiore alla nostra, e lo aveva portato al Napoli”. Niente da fare, ma quella trattativa per Alvisi resta sempre indimenticabile. “Senza dubbio l’amarezza più grande della mia carriera di dirigente perché avevo visto subito le qualità di Zola e seppure per poco meno di 24 ore ho creduto davvero di poterlo avere qui alla Virtus Entella”. Ma la magia del calciomercato è anche questa, e anche se il colpo alla fine è sfumato, per Walter Alvisi quella trattativa resterà indimenticabile per sempre.

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