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Cagliari Primavera, un’isola da primato. “Ogni sardo sogna di giocarci"

| Interviste | Autore: Riccardo Despali

Viaggio nel settore giovanile del Cagliari, accompagnati dalla voce dei suoi protagonisti principali

“Quando da piccolo qualcuno diceva che l’aveva preso il Cagliari, tutti erano sbalorditi e invidiosi. Era il massimo. L’ho provato sulla mia pelle”, ci dice Riccardo Ladinetti, capitano della Primavera. Nella squadra del capoluogo sardo si sente il senso di appartenenza. Si deve sentire. La politica del club è ben chiara: crescere insieme ed essere orgogliosi di ciò che si incarna. Come conferma Pierluigi Carta, responsabile del settore giovanile: “Noi rappresentiamo una regione e penso sia l’unico caso in Europa. Tutti i ragazzi della Sardegna sognano di indossare la maglia del Cagliari e il nostro dovere morale è quello di far si che questo avvenga”

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L’appartenenza si traduce in calore e amore. Ecco che le trasferte del Cagliari Primavera sono le più seguite. Sempre tanti tifosi sostengono i rossoblù, specialmente fuori dalla Sardegna. E la bandiera dei 4 mori sta in bella vista in ogni campo, come a vegliare sui propri figli. “Quando il Cagliari vince, che sia pulcini, Primavera o prima squadra, i tifosi festeggiano allo stesso modo. E in spogliatoio si sventola la nostra bandiera fino ad avere i crampi alle braccia”. Orgoglio, oltre ogni limite.

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“A parità di situazione tra un calciatore straniero e uno sardo - ci dice Carta - cerchiamo di dare la priorità al nostro ragazzo. Senza essere ottusi”. 32 punti, secondo in classifica nel campionato Primavera. L’Atalanta è distante 9 punti. Tanti, ma non troppi. È la filosofia delle due realtà a essere ben lontana. La Primavera dei bergamaschi infatti ha costruito la sua forza puntando sui ragazzi stranieri: 12 in rosa. Pensiamo al simbolo di questo successo; Amad Traoré ha già esordito e segnato in Serie A. Nel Cagliari ce ne sono invece 4. Due modi diversi di intendere il calcio che portano al successo.

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Simbolo e trascinatore di questa squadra dal forte senso d’appartenenza è Riccardo Ladinetti appunto, fuori quota classe 2000 che ha già messo a segno 3 gol in questo campionato e si allena stabilmente con Joao Pedro e compagni. Lo abbiamo intervistato in esclusiva: “Il segreto per essere vincenti è il gruppo, non mi stancherò mai di dirlo. E con i miei compagni siamo tutti amici"“Posso dire una cosa?”, ci chiede Riccardo. “Devi”, sorridiamo: "Il mio obiettivo personale è quello di esordire con la prima squadra in questa stagione”. Te lo auguriamo. Allora già che ci sei spiegaci perché molti ti paragonano a Zaniolo: “Esagerati! Al massimo mi ispiro a Cigarini. Ho legato molto con lui e con Nainggolan”. Social? "Si Instagram, Facebook lo sto mollando". Seguendo il trend generale. Domanda a bruciapelo per chiudere: Messi o Ronaldo? "Messi, senza pensarci". Ladinetti è stato proprio uno di quei bambini che a petto in fuori ha detto agli amici: “Mi ha preso il Cagliari”. Sono passati anni. Ora quel bambino è diventato uomo. Sempre con la stessa maglia e la stessa passione. Come è normale che sia da queste parti.

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