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Dentro Boca Junior-River Plate, luoghi e momenti di una rivalità storica

| Storie | Autore: Riccardo Setth

Un anno dopo in Copa Libertadores è ancora Boca Juniors-River Plate. La rivalità più forte d’Argentina e non solo alla sua rivincita. Lo scorso anno è stato necessario spostarla in Europa, conclusa a Madrid nella finale del Bernabeu vinta poi dal River Plate. Quest’anno il rito dell’andata e del ritorno si completerà nei campi e nelle tribune di casa per entrambe. All’andata però la squadra di Gallardo ha già indirizzato la sfida. Due a zero per i millonarios e impresa da compiere alla Bombonera per la squadra di Alfaro.

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Il Boca Juniors avrà in casa la possibilità della rivincita. Uscire vincenti, o morire in campo ha cantato la Doce, il cuore del tifo boquense, nella partita contro il Racing che ha preceduto la sfida. In quella Bombonera incastrata dentro il quartiere della Boca. Lì dove i colori oro y azul, azzurro e oro, vengono impressi sui muri e sulla pelle di ogni tifoso. È così che nasce lo spirito del Boca.

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Come una comunità. Un piccolo paese circondato della metropoli Buenos Aires. Un passo indietro nel tempo tra basse case e colori ruggenti. Si ritorna alla fine dell’‘800 quando dei migranti provenienti dall’Italia sbarcarono qui, trasformando la Boca in una famiglia. Un quartiere autonomo affacciato sul La Plata. Case non più alte di tre piani, in un reticolato di piccole strade affacciate sulla Bombonera, dove il tempo si è fermato e scorre lento senza alcuna fretta.

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Così nasce la rivalità con il River. Dalla spaccatura sociale tra i ricchi e i poveri. Almeno così era un tempo. Ma Buenos Aires non ha modificato il suo tessuto e così a Nuñez quartiere a 15 chilometri dalla Boca, nasce mastodontico e emblematico El Monumental. In un quartiere residenziale, dove grattacieli e grandi viali si alternano a parchi e uffici. Dove il traffico e le macchine scandiscono la frenetica routine quotidiana. Due anime che convivono nella stessa città, due modi di vivere il tifo però alla stessa maniera, quella argentina. Calda e viscerale, che ha portato a volte a eccessi incontrollabili, come nello scorso anno. 

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Sarà il Superclasico di Tevez che stringerà i denti dopo un infortunio pur di dare una mano ai suoi compagni martedì sera. Un Superclasico al quale non vorrà mancare neanche De Rossi che potrebbe ritornare tra i convocati. La possibilità di rivincita del Boca Juniors o la definitiva consacrazione del River sui rivali. Una rivalità lunga 106 anni, giunta al suo 251esimo capitolo. Ancora Boca-River due anime gemelle completamente opposte di Buenos Aires, che si odiano alla morte, ma vivono per serate come queste.

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