Genoa, De Rossi: “Roma mai come le altre. Dybala? Gli mando un abbraccio”

“Roma mai gara come le altre, a Dybala mando un abbraccio”. Così De Rossi a due giorni dalla gara con i giallorossi
Incroci col passato, guardando puntato al futuro. Genoa-Roma sarà anche questo: Gasperini che torna in quella che per tanti anni è stata la sua casa, De Rossi che ritrova quella che invece è stata la sua vita in campo. Ricordi ed emozioni, che dovranno inevitabilmente essere messi da parte per novanta minuti: quelli che domenica al Ferraris vedranno sfidarsi Genoa e Roma, in palio punti importanti per i rispettivi obiettivi.
De Rossi dovrà fare a meno dell’ex Tommaso Baldanzi: “Lo abbiamo perso non per tantissimo tempo, è un infortunio muscolare, non è una recidiva ma una costante”. Chi potrebbe invece essere della partita sono Otoa e Norton Cuffy. “Possibile convocazione domenica? Ci sto ragionando in questi momenti e onestamente non ho ancora capito se saranno convocati. La notizia positiva è che stanno molto meglio e abbiamo grossa fiducia per tutti gli infortunati in questo momento. Dall’infermeria al campo, sulla sfida di domenica partendo dal ko dell’andata. “E’ stata la nostra peggior partita da quando sono qui, al netto degli errori che sono stati commessi anche in altre partite e al netto della forza dell’avversario. Il valore della Roma è assoluto, a noi è mancata la reazione. Abbiamo giocato contro squadre che ci hanno messo sotto come Napoli o Atalanta, ma la reazione c’è sempre stata. Lì un pochino abbiamo mollato. Non sarà una partita come le altre, ma sto facendo il callo a questa situazione e sono concentrato sui punti da portare a casa. E’ un piacere giocarla in casa questa partita perché l’ultimo ricordo che ho del ‘Ferraris’ e di uno stadio in festa e caldo vicino alla squadra”.
Sulla Roma orfana di Paulo Dybala. “Rischio che la gara sia considerata abbordabile? Prima delle partite facciamo ipotetiche formazioni come fate voi giornalisti e, comunque li metti, sono sempre favolosi. Mando un abbraccio a Dybala come quando glielo mandai per la paternità. Non so chi mancherà, ma è una squadra che ha dimostrato di battere chiunque, sono andati ad un centimetro dal battere la Juve, è una squadra forte che all’inizio ha raccolto tanti punti senza giocare magari troppo bene, ma che ora sta somigliando a quello che era l’Atalanta. E’ una squadra che ha qualità nel palleggio e giocatori che ti fanno decidere la partita. Le armi per battere la Roma di Gasperini? Ha fatto cose incredibili qua, poi ha fatto cose incredibili anche all’Atalanta. Credo che questa Atalanta l’abbia creata, che sia il grande artefice di quel miracolo rendendo ancora migliore tutto dal punto di vista dei risultati. La Roma è una squadra forte e difficile da battere anche per quello: penso che Malen abbia portato qualcosa alla Roma, incarna quel tipo di giocatore tecnico che lega il gioco e abile in area. Me lo ricordavo poco, dobbiamo essere molto bravi a marcarlo”.
Per limitarlo e far correre meno pericoli possibili al nuovo numero uno rossoblu Bijlow. “Si è inserito subito, vive questo ruolo in maniera coraggiosa. E’ uno che si espone ai rischi, ma si prende anche responsabilità. Gioca con i piedi, stiamo cercando il giusto equilibrio e di farlo uscire, ma riuscendo a capire anche quando. Sono molto contento, sta diventando centrale nel Genoa”. Dalla porta all’attacco, sulla tanta scelta con Vitinha, Ekuban, Colombo ed Ekhator. “Il nostro è un reparto importante, quando parlo di possibilità di salvezza tutto è in ballo. Ci sono quelli che hai citato, ma ti dico anche Baldanzi e Messias. Le mie scelte non sono in base alla sola qualità del giocatore, ma anche al cosa sia giusto per quella partita. Sono veramente tranquillo. Amorim timido? Non l’ho visto timido, lo vedo come un giocatore che ha fatto un secondo tempo serio a Milano. Pesa forse nel giudizio il fallo da rigore che ci ha un po’ penalizzato. Se devo analizzare le partite, abbiamo fatto meglio il secondo tempo e lui ha giocato pulito e in maniera seria. Per me è un giocatore di grandissima qualità, molto giovane e che viene da un altro campionato, che davanti ha giocatori di grandissimo qualità, che si sta inserendo e che sta facendo giorno dopo giorno giocate che ci hanno fatto vedere qualcosa di buono per lui. Ha firmato 5 anni e ne ha 21, capisco che la fretta giochi brutti scherzi a giornalisti e tifosi, ma io devo essere lucido nei giudizi. Sta crescendo, è uno che si fa sentire in campo e sarà anche lui la base del Genoa del futuro qualora io sarò allenatore del Genoa. Anche se fosse un po’ timido ci può stare, io a 21 anni non ero il giocatore che ero a 24 e così via. Di Iniesta, senza fare paragoni, ce ne stanno 4-5 al mondo che a 20 anni hanno mantenuto il livello di tranquillità fino alla fine. Se noi cerchiamo la timidezza in Amorim o all’inizio in Marcandalli, ti dico che Baldanzi quando è arrivato alla Roma sembrava un pulcino bagnato, mentre la prima al ‘Ferraris’ ha incantato tutti. Ci sono percorsi da fare con alla base la pazienza. Possibilità di vederlo in campo dall’inizio domenica? La famosa pazienza che dicevamo prima. – scherza De Rossi – Certo che può partire dall’inizio, si è allenato”.

Le parole di Daniele de Rossi in conferenza stampa
Ancora sulle scelte dell’undici iniziale. “Avere Malinovskyi e Marcandalli in diffida può pesare nelle scelte? Non mi interessa, penso che sia in diffida anche Masini. Spero che non prendano il giallo, ma devo fare punti domenica. Se verranno squalificati tutti e tre ne avremo altri di giocatori, è un segno di fiducia. I punti li avremmo meritati anche contro Lazio, Napoli e Atalanta. Ne avremmo meritati due col Milan e facendo i calcoli sarebbero cinque-sei punti in più. Si prova a vincere con la Roma, se non si riesce a vincere si cerca di pareggiare. Se saranno squalificati ne verranno altri”. Niente calcoli quindi, contro una Roma che ha sugli esterni uno dei suoi punti di forza. “Sappiamo che sugli esterni i giocatori sono sempre stati stimolati per il gioco che hanno, Wesley mi ha impressionato. I giocatori per difendere li devi attaccare, Dimarco forse dovevamo attaccarlo di più ma vedendo gol e assist fatti in stagione non è solo una nostra responsabilità. Dobbiamo metterci in testa che nel calcio ci sono squadre e giocatori forti. Non dobbiamo fargli toccare troppi palloni, se giochi contro Dimarco non gli devi far fare i cross, se giochi contro Wesley devi coprire la profondità. Domenica non ci sarà Wesley e dobbiamo capire chi giocherà come quinto. Dobbiamo essere pronti a tutto”.
Sull’importanza di partire forte sfruttando l’effetto del Ferraris. “Da quando sono qui vedo grande spinta e sostegno e nei giocatori l’indirizzare quel sostegno. In casa abbiamo fatto bene, abbiamo pareggiato solo col Pisa. Il pubblico è positivo e spinge tanto. Dico ai miei amici di venire allo stadio per vedere cos’è il Ferraris quando gioca il Genoa. Al di là di questo ci sono 24 giocatori che indossano una maglia pesante e capiscono cos’è l’amore che prova il Genoa”. Spirito costruito anche lontano dal campo. “Squadra ieri tutta insieme a cena? Ne fanno una a settimana, ne fanno spesso. Penso sia fondamentale l’umore del gruppo. E’ un bene che non ci fossi io, – scherza De Rossi – così si sentono più liberi di parlare. Quando sono felici io sono felice e alla base di tutto c’è grande fiducia. Questa squadra si allena e va forte, in campo va forte perché forte i ragazzi vanno in allenamento. Non posso che essere felice se fuori dal campo si divertono. I gruppi sani fanno molto di più”. A chiudere la conferenza una battuta sulla possibilità di un Onana impiegato davanti alla difesa. “Secondo me c’è un movimento sbagliato e i movimenti sbagliati li fanno quelli alti 1,90 e alti 1,60. Onana sta crescendo e si sta allenando sempre meglio. Io lo avevo chiamato col Torino quando la partita era 2-0 quindi vivissima, poi abbiamo fatto il 3-0. Con la partenza di Thorsby è l’unico dei centrocampisti che ha fisico e ci tornerà utile. Ieri ha preso una storta alla caviglia in allenamento, dobbiamo capire l’entità della storta, oggi non si è allenato. Non è una cosa gravissima, ma bisogna capire domani quanto dolore sentirà.”