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Farioli show, è record al suo debutto in Eredivisie: l’Ajax espugna Eindhoven e vede lo Scudetto

Colpaccio per 0-2 in casa del PSV: Lancieri a +9 a sette giornate dalla fine. L’italiano entra nella storia del club e carica i tifosi: “Sette battaglie!”. Amsterdam incorona il suo nuovo Re.

Doveva essere l’esame di maturità, la prova del nove, la partita della verità. È stata la consacrazione definitiva. L’Ajax di Francesco Farioli non solo non trema, ma ruggisce come un leone nel catino infuocato del Philips Stadion e sbanca Eindhoven con un secco 0-2, mettendo più di una mano sull’Eredivisie. Un’impresa che vale doppio, anzi, quadruplo: +9 sui rivali diretti del PSV a sole sette giornate dalla fine e un posto d’onore, indelebile, nella storia gloriosa del club per il tecnico italiano.

Miracolo compiuto, record infranto. Un anno fa, l’Ajax navigava a vista tra le macerie di una stagione disastrosa. Oggi, grazie alla cura Farioli, è una macchina da guerra che vede il traguardo scintillare all’orizzonte. Il tecnico toscano, 35 anni di pura passione e tattica, non solo ha riportato i Lancieri in vetta contro ogni pronostico, ma ha scolpito il suo nome nella leggenda firmando un record pazzesco: è diventato il primo allenatore nella storia dell’Ajax a battere sia il PSV Eindhoven che il Feyenoord due volte (andata e ritorno) nella sua stagione d’esordio. Un’impresa titanica, che nemmeno i mostri sacri del passato erano riusciti a centrare al primo colpo.

La partita perfetta: il manifesto del ‘Farioliball’. Ad Eindhoven è andato in scena il manifesto del ‘FarioliBall’. Solidità difensiva quasi inscalfibile, capacità camaleontica di soffrire senza scomporsi e un cinismo letale al momento giusto. L’Ajax ha concesso le briciole ai padroni di casa, frustrandone ogni iniziativa con un’organizzazione tattica che rasenta la perfezione, e ha colpito con la precisione di un chirurgo quando ne ha avuto l’occasione. La miglior difesa del campionato (ancora solo 20 gol subiti) ha eretto un muro invalicabile e l’attacco ha finalizzato il lavoro. Un 0-2 pesantissimo, che profuma di sentenza anticipata.

La cura italiana che ha rigenerato un gigante. Come ci è riuscito? Confermando la sua filosofia vincente: rotazione scientifica per avere sempre uomini freschi (37 giocatori usati in campionato!), difesa blindata come dogma intoccabile, valorizzazione massima dei talenti a disposizione come i rinati Baas e Taylor (entrambi ora nel giro Oranje grazie a lui) e il saggio utilizzo dell’esperienza di leader come Henderson. Non sarà il calcio totale iper-spettacolare dei tempi d’oro, forse, ma è tremendamente efficace e porta risultati. L’Ajax concede poco, costruisce con pazienza certosina e quando decide di affondare il colpo, fa malissimo.

Francesco Farioli, allenatore dell'Ajax (Imago) interna
Francesco Farioli, allenatore dell’Ajax (Imago)

Scudetto ormai in cassaforte?

Con nove punti di vantaggio e solo sette partite da giocare, il titolo numero 37 sembra davvero ad un passo. Il supercomputer Opta, che già prima della gara vedeva l’Ajax favorito, ora proietta percentuali quasi bulgare per la vittoria finale dei Lancieri. Mai nessuno, nella storia dell’Eredivisie, ha dilapidato un simile tesoretto a questo punto della stagione. Farioli, che ad aprile compirà 36 anni, si appresta a diventare il più giovane allenatore a vincere il campionato olandese dai tempi di Aad de Mos (’82-83), ma con un record storico in più nel palmares.

La carica dell’allenatore. Ma guai a parlare di festa anticipata. Farioli, da condottiero vero, tiene alta la tensione e subito dopo l’impresa di Eindhoven ha voluto mandare un messaggio chiaro ai suoi tifosi e alla squadra: “Mancano sette partite, sette battaglie. Fino alla fine tutti insieme”. Parole che testimoniano la fame, la concentrazione e la voglia di non lasciare nulla al caso fino all’ultimo secondo.

L’architetto della rinascita ha conquistato tutti: gioco, risultati, record e ora anche il cuore della tifoseria. Il miracolo sportivo è quasi completo.

Amsterdam sta per coronare un nuovo re, ed è Italiano.

A cura di Sandro Adamo da Amsterdam