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“Air-Nesyri” atterra a Torino: i numeri del primo difensore che mancava alla Juventus

Youssef En-Nesyri (IMAGO)
Youssef En-Nesyri (IMAGO)

Youssef En-Nesyri è sempre più vicino a diventare un nuovo giocatore della Juventus: la scelta dei bianconeri spiegata con i numeri

Air-Nesyri si avvicina alla Juventus, dopo l’accordo verbale, si attende solo l’ok del presidente del Fenerbahce. L’uomo che ha saltato più in alto di Cristiano Ronaldo, che ha trascinato per la prima volta l’Africa in una semifinale Mondiale, ora si appresta a sposare la causa di Luciano Spalletti e dei bianconeri.

Dalla capitale culturale del Marocco, Fés, Youssef En-Nesyri ne ha fatta di strada: tutto parte dall’Acadèmie Mohammed VI, una vera gemma del Paese, da dove sono usciti i migliori talenti dell’attuale nazionale maggiore voluta dal Re del Marocco in persona. Lì si mette in mostra, ma non abbastanza: vede il rifiuto da alcune squadre francesi, che lo ritengono poco adatto al salto di qualità. Aveva 14 anni.

Poi, la scelta che cambia la sua vita: la Spagna, l’Andalusía, le calde coste del Mediterraneo. È il Malaga la squadra che lancia En-Nesyri verso il calcio che conta.

Una scalata senza sosta, che lo ha portato a caricarsi sulle spalle il suo Paese intero, oltre che alzare al cielo due Europa League da protagonista con la maglia del Siviglia.

La scelta di En-Nesyri spiegata con i numeri

A spiegare l’operazione ci pensano i dati, che raccontano un attaccante capace di interpretare le due fasi con la stessa ferocia. Ribaltando così l’idea classica del centravanti che si accende solo negli ultimi sedici metri. I radar di Hudl Statsbomb evidenziano un vero e proprio “primo difensore“: con 5.46 pressure regains (riconquiste su pressione) ogni 90 minuti, En-Nesyri si piazza nel 97° percentile europeo, un dato che colpisce e che racconta di un giocatore che non si limita a schermare, ma aggredisce attivamente la costruzione avversaria per scippare il pallone.

È un finalizzatore puro, come dimostrano i 3.12 tiri a partita e un xG di 0.58, ma dal profilo essenziale: pochissimi fronzoli in rifinitura (appena 0.05 di xG Assisted) e tanta concretezza aerea e fisica. Proprio questa identità di “lottatore d’area” lo rende il tassello mancante in un reparto che, con Vlahovic, David e Openda, aveva già tecnica, profondità e velocità. Ma che necessitava di quel mix specifico di dominio aereo e pressing ultra-offensivo che il marocchino è in grado di garantire con continuità.

En-Nesyri in maglia Fenerbahce (Imago)
En-Nesyri in maglia Fenerbahce 

La Spagna come seconda casa e il soprannome scomodo

Molto della carriera di Youssef En-Nesyri si gioca oltre lo stretto di Gibilterra, quel paese che l’attaccante vedeva solo in foto, anche se così vicino alla costa del Marocco. La Spagna è la “seconda casa” di En-Nesyri, il paese che l’ha accolto e che lo ha fatto diventare un campione. La sua scalata parte dall’Atletico Malagueño, seconda squadra del Malaga allora in Tercera División. Dopo 6 gol in altrettante partite la squadra biancazzurra lo porta in prima squadra, dove rimane per 3 anni. Dopo la retrocessione del Malaga in Segunda Divsión, il Leganés sceglie di puntare su di lui. Ed En-Nesyri ripaga la scelta con 15 gol in 49 partite, segnando la sua prima tripletta in carriera contro il Betis.

Nel 2020, arriva la decisione che gli cambia la vita: il Siviglia paga la clausola rescissoria di 20 milioni di euro per portarlo in Rojiblanco. Mai scelta fu più azzeccata: 143 presenze, 51 gol e 2 Europa League alzate al cielo da protagonista. Dopo la seconda coppa decide di voler cambiare casa, paese: quello stesso paese che l’aveva accolto 9 anni prima e lo aveva fatto diventare grande. Sceglie il Fenerbahce, la Turchia. Diventa il secondo acquisto più oneroso della storia della Süper Lig dopo Victor Osimhen: 19.5 milioni di euro per portarlo a Istanbul.

Il soprannome in patria e il Marocco

Non è un caso se in patria, e ormai in mezza Europa, lo chiamano “Air-Nesyri”. Un soprannome che scomoda sua maestà Michael Jordan per descrivere una capacità di elevazione che sfida le leggi della fisica. L’immagine manifesto della sua carriera resta scolpita nella notte di Doha, durante i quarti di finale del Mondiale 2022 contro il Portogallo. In quell’occasione Youssef non si è limitato a saltare, ma ha praticamente “preso l’ascensore”, raggiungendo l’incredibile altezza di 2,78 metri al momento dell’impatto con il pallone.

Un volo impressionante che gli ha permesso di superare il precedente record di Cristiano Ronaldo (fermo a 2,56 metri contro la Sampdoria proprio in maglia Juventus). Proprio sotto gli occhi del fuoriclasse portoghese, scrivendo la storia del calcio africano. Quel colpo di testa ha trascinato i Leoni dell’Atlante dove nessuna nazionale del continente era mai arrivata, rendendolo un eroe immortale per il Marocco e confermando che, quando il pallone spiove in area, En-Nesyri è capace di guardare chiunque dall’alto in basso.