Bayern, è un calcio totale: a Bergamo è dominio tedesco

L’Atalanta non riesce in una seconda impresa: la squadra di Kompany vince 6-1 e ipoteca i quarti
A distanza di quasi due settimane esatte, nell’aria che circonda la New Balance Arena di Bergamo di magico rimane solo l’atmosfera che è propria della Champions League.
È scomparsa, invece, quella magia che la squadra di Palladino era stata capace di creare e diffondere con l’impresa disegnata contro il Borussia. Una rimonta completata dal rigore di Samardzic che aveva regalato una nuova pagina di storia al club nerazzurro.
Questa volta davanti il muro non era più quello giallo del Dortmund, ma quello rosso del Bayern Monaco. E la differenza di valore e consapevolezza è apparsa subito. Chiara ed eclatante. Tre gol in 13 minuti nel primo tempo. Altrettanti in 15 nel secondo. A contorno un ritmo, un gioco e una qualità da possibile regina d’Europa.
Una superiorità, quella dei tedeschi, a tratti disarmante. E, minuto dopo minuto, lo hanno compreso anche i tifosi bergamaschi presenti sugli spalti. Lo dimostrano i loro applausi al quinto gol del Bayern. Lo dimostra il loro incessante e incondizionato sostegno ai propri ragazzi durato per tutti i 90’. Lo dimostra il vigore nell’esultare per il gol della bandiera di Mario Pasalic. Nei loro occhi e nel loro cuore ha prevalso la gratitudine per quei giocatori che due settimane fa hanno permesso a una città intera di sognare. Di farlo in quell’Europa tanto cara e tanto ammirata.
Immagini di calcio totale
Quando vedete giocare il Bayern Monaco non stupitevi. O meglio, fatelo per la qualità del gioco espresso o per l’intensità costante impressa sulla e nella partita. Non fatelo, invece, nel vedere giocatori (apparentemente) fuori posizioni. Perché è normale spostare per un attimo lo sguardo dal campo e ritrovarsi pochi secondi dopo Upamecano lanciare Tah sull’esterno. Come normale è vedere Gnabry iniziare l’azione nella sua area e concluderla segnando nell’area opposta. Certo, la qualità dei giocatori è altissima. Ma in questo anno e mezzo Kompany ha avuto la capacità di sublimarla ed elevarla a una bella e splendente immagine di calcio totale.

Come altrettanto bella è stata l’immagine che lo stadio nelle sue due tifoserie ha donato al termine della partita. Due squadre, entrambe a ricevere l’affetto e i ringraziamenti sotto le rispettive curve. Da una parte il Bayern, acclamato per ovvi motivi. Dall’altra, il calore di un popolo intero, quello bergamasco, che ha prima esultato come per un gol vittoria alla rete di Pasalic e poi ha abbracciato a sé la squadra dopo i 90’. Ed è qui che forse sta la grandezza più profonda. Nella consapevolezza del valore del percorso fin qui compiuto, nella riconoscenza per aver permesso di viverlo, nell’apprezzare il fatto di averlo potuto provare.