Atalanta, Palladino: “Complimenti al Bayern. I nostri tifosi i veri migliori in campo”

Le parole di Raffaele Palladino dopo la sconfitta dell’Atalanta contro il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di Champions League
“Per prima cosa facciamo i complimenti a loro, a Kompany e alla loro società, sono ingiocabili. I migliori in campo di stasera sono i tifosi, che ci hanno sostenuto sempre”, ha esordito così Raffaele Palladino dopo la pesante sconfitta dell’Atalanta.
I nerazzurri sono stati battuti dal Bayern Monaco per 6-1 nell’andata degli ottavi di finale di Champions League allo Stadio di Bergamo.
L’allenatore nerazzurro ha commentato così, a SkySport, la partita: “Questa sconfitta per noi è un’esperienza, e la rigiocherei così, perché questa è la nostra mentalità se vogliamo andare avanti in tutte le competizioni. Ripercussioni? No, abbiamo sempre reagito. Già sa sabato, nonostante la forza dell’Inter, reagiremo. Bisogna alzare la testa, abbiamo affrontato una squadra forte, con Luis Diaz e Olise, sono formidabili e destinati ad arrivare fino in fondo. Io sono comunque orgoglioso dei miei ragazzi”.
Di seguito le dichiarazioni complete di Palladino.
Atalanta, le parole di Palladino
Palladino ha continuato: “Ci aspettavamo delle difficoltà per i valori in campo. Accettiamo le loro qualità e la loro forza. Noi siamo arrivati qua perché abbiamo avuto questa mentalità e questo DNA, e non lo cambieremo. Non inizieremo a difendere a zona, io sono di quest’idea e accettiamo il risultato. O si vince o si impara”.
Sul Bayern Monaco ha aggiunto: “Io non ho mai visto dei calciatori con questa qualità, con questo controllo, queste abilità di smarcamento e velocità. Mi hanno impressionato. La davano sempre sul piede giusto con la velocità giusta. Questi sono i valori, tu puoi anche metterti basso, ma se te li porti in casa comunque ti fanno male. Avevamo assenze importanti e ho voluto dare continuità a quanto fatto nel finale contro l’Udinese. Non siamo riusciti a partire perché erano molto aggressivi. Vanno dati i meriti agli avversari, che fanno la differenza più dei sistemi di gioco”.