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Rassegna Stampa | Antonio Donnarumma: "Nessuno si aspettava il rifiuto di Gigio del 15 giugno, nemmeno io!"

| | Press | Autore: Redazione

Due fratelli ritrovati al Milan: Gigio e Antonio, i Donnarumma(s). Dopo tutta la querelle estiva riguardo il rinnovo di Gigio, i due portieri sono al settimo cielo per la possibilità di vivere un’avventura così insieme. Non solo: sono anche compagni di stanza! “Stare in stanza con lui è molto bello. Era tantissimo tempo che vivevamo divisi, l’ho lasciato che era un bambino e l’ho ritrovato uomo. È divertente vedere che torniamo a fare le cose di una volta. Abbiamo iniziato a giocare per merito di nostro zio, Enrico Alfano, che ora non c'è più. Era stato portiere, allenava i ragazzini e ci portava con lui al campo. Io sono andato via di casa a 14 anni, Gianluigi era piccolissimo – ha dichiarato proprio Antonio Donnarumma nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera -. Il legame tra noi è sempre stato fortissimo, anche se lontani, ci sentivamo tutti i giorni in chat, giocavamo online assieme alla playstation”. Con tanto di nomignolo: “Tra di noi lo chiamo Gigio oppure ci chiamiamo entrambi 'cucciolo' anche se io sono alto 1.95 e lui 1.99!”.

Nelle gerarchie rossonere, al contrario dell’età, Gigio viene prima di Antonio. E per Antonio sarà impossibile ‘gufare’ il fratello sperando di soffiargli il posto. Anzi: “Non è nel mio carattere gufare, non l'ho fatto nemmeno al Genoa quando ero il secondo dietro a Frey. Al contrario, ho sempre cercato di tenere il gruppo e spingerci per allenarci al massimo. E qui Alfredo Magni, il preparatore, insieme a Marco Storari tiene molto al gruppo”.

Che emozione tornare al Milan: “Dal giorno che sono andato via ho sempre sperato di tornare. Ho fatto le mie esperienze, poi mi hanno frenato gli infortuni alla spalla. Ma tornare era il mio sogno. Mi ha telefonato il direttore Mirabelli: mi ha trasmesso il desiderio della società di avermi. Io c’ho pensato bene, anche alle critiche. La mia situazione non ha influito su Gigio. Lui aveva deciso di voler rimanere molto prima, la mia è stata una trattativa a parte ed è venuta dopo. Io volevo tornare in Italia. A gennaio diventerò papà: io e la mia compagna Stefania volevamo far nascere qui nostro figlio. Cosa rispondo a chi dice che sono un raccomandato? Non rispondo perché ha già risposto la società per me. E poi risponderà il campo".

Infine, sulla questione rinnovo di Gigio: "Io ho fatto il fratello, Gigio mi ha chiesto dei consigli, ma lui mi ha sempre detto che voleva rimanere al Milan e io gli ho detto di fare quello che si sentiva. È stato bravo a restare con la sua squadra. Nessuno si aspettava il rifiuto del 15 giugno, nemmeno io. Per quello che sapevo io, la decisione doveva arrivare dopo gli Europei Under 21. Sono sicuro però che ciò che è accaduto è qualcosa che lo farà crescere personalmente e professionalmente".

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