Pafundi dell'Udinese ha solo 16 anni ma è già al lavoro con Cioffi
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Data: 22/05/2022 -

Il primo 2006 della storia in Serie A: chi è Simone Pafundi

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Ha sempre rubato l'occhio più degli altri, nonostante fosse sempre il più piccolo fra tutti: Pafundi, classe 2006, si racconta a gianlucadimarzio.com
Ha sempre rubato l'occhio più degli altri, nonostante fosse sempre il più piccolo fra tutti: Pafundi, classe 2006, si racconta a gianlucadimarzio.com

Esordio in Serie A per il classe 2006 Simone Pafundi con la maglia dell'Udinese all'ultima giornata di Serie A nella partita contro la Salernitana. 25 minuti circa, che faticherà a dimenticare. Ma perché dovrebbe farlo?

Quando parliamo di giovani talenti dovremmo sempre porci innanzitutto una domanda clou: cos’è davvero il talento? E magari ci chiederemo anche: esiste una reale, singolare definizione di talento? O la definizione del talento è diversa per ognuno di noi, perché tutti lo percepiscono diversamente?

Vero probabilmente che ognuno vede il talento dove magari qualcun altro non lo vede, e viceversa, rendendo molto soggettiva la questione. Vero anche che delle realtà oggettive esistono e bisogna riconoscerle. Nel calcio, se un bambino gioca sempre e solo con dei ragazzini più grandi di lui perché riesce a contendersela bene, nonostante le differenze di sviluppo del fisico, delle capacità motorie e chi più ne ha più ne metta, allora forse possiamo parlare senza paura di “talento”.

 

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L’esempio lampante di questo discorso è Simone Pafundi, dell’Udinese: napoletano nel sangue, friulano di nascita, classe 2006 che gioca in una Primavera fatta di 2003 e 2004. Titolare inamovibile della squadra di Jani Sturm che ha vinto l'ultima Primavera 2 con una rimonta fantastica, un rimonta su Parma e Brescia in primis costruita con sette vittorie consecutive nelle ultime sette (tra cui i due scontri diretti). Segna tanto e da febbraio si allena già con la Prima Squadra di Gabriele Cioffi. Stiamo parlando di un talento, vero? Siamo tutti d’accordo?

Gli inizi di Pafundi a Monfalcone 

Simone nasce a Monfalcone, il 14 marzo del 2006, da genitori napoletani trasferitisi in Friuli. All’età di 5 anni inizia a giocare per la squadra del suo paese natio, un paese di 30.000 abitanti a 20 chilometri dalla sua provincia Gorizia e a 40 circa da Udine, un porto tra i più noti d’Italia, non lontano da Trieste.

Ha giocato nelle squadre giovanili del Monfalcone, divenuto poi Unione Fincantieri Monfalcone (oggi club di Promozione dopo essere ripartito dalla Terza Categoria) per tre anni. Un periodo, questo, in cui Simone sfoggia un talento fuori dal comune. Sintomo di ciò un fattore, una peculiarità, che accompagna il giovane Pafundi ancora oggi: è sempre il più piccolo di un gruppo di ragazzini ben più grandi di lui. Gioca sempre da “sotto-età”, perché è in grado di farlo, anzi, di risaltare.

 

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Bastò quella partita contro... l'Udinese

Alla prima occasione ha rubato subito l’occhio: nel 2014, all’età di 8 anni, ha l’opportunità di giocare un torneo col il suo Monfalcone non lontanissimo da casa, a Rivignano. Premessa: lui è un classe 2006, il torneo fu indetto per i classe 2004. Le caratteristiche che mostrò a 8 anni sono quelle che, poi, ha affinato nel tempo.

Rapidità, agilità, la capacità di saltare l’avversario e… fare gol, tanti gol. Oppure farli realizzare ai compagni, come in effetti accadde in quella partita giocata contro l’Udinese, proprio in quel torneo, dove non segnò ma fornì un assist e prese anche una traversa. Ricordiamo che stava giocando con i ragazzini più grandi di lui di un paio d’anni.

L’Udinese non ci pensò su due volte: segnò il suo nome e in estate ha chiamato la famiglia.Simo, mi ha chiamato l’Udinese, sarebbero interessati a te. Così gli disse la madre, a 8 anni, dopo essere tornato dal mare. Immaginate l’emozione.

 

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Le prime partite (e il figurone) contro i grandi club 

Simone all’Udinese cominciò a giocare con gli Esordienti, classe 2005. Vale a dire sempre con ragazzi più grandi. Non mi è mai pesato essere il più piccolo tra tutti, confessa. Quindi perché cambiare e non continuare a coltivare questo talento? Giustamente.

Anche perché lui ha confermato da subito quanto di buono aveva già fatto vedere. Il primo di tanti momenti clou con la maglia bianconera venne registrato proprio in quel 2014/15, il suo primo anno all’Udinese. Altro torneo, stavolta a Levico Terme: contro i campioncini classe 2004 di Juventus e Inter impressionò. Morale della favola? Simone Pafundi venne premiato come “Miglior giocatore del torneo”.

 

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Il segreto per il benessere: sentirsi "in famiglia"

I segreti della sua crescita esponenziale nel tempo sono vari: un gruppo importante, come l’Udinese, che da anni coltiva talenti importanti in casa e va anche a trovarli all’estero; un gruppo che vale come una famiglia, parole sue, i ragazzi sono compagni in campo e amici fuori.

Quell’irrefrenabile voglia di giocare, superarsi oltre ogni ostacolo, lui la tira fuori anche da questo: gli ha permesso anche di superare quegli infortuni che lo hanno colpito nelle sue (sfortunate) brevi esperienze con le selezioni minori della Nazionale.

Poi, tanto fa anche la propria famiglia, il supporto del papà e della mamma. Ma anche il supporto del fratello, Andrea, classe 2004, compagno di squadra nella Primavera dell’Udinese. “In campo magari stiamo meno insieme, perché c’è chi gioca di più e chi gioca di meno, ma fuori dal campo per me è tutto. Condividere lo spogliatoio con lui mi ha dato una grande mano per rendere al meglio”.

 

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Oggi lavora con Cioffi, studiando Messi anche grazie a Pereyra

Un po’ centrocampista, molto attaccante, abile sia tra le linee che ad andare verso la porta partendo dall’esterno. Soprattutto salta benissimo l’uomo, anche se i ragazzini davanti a lui gli sono sempre stati più grandi, non solo d’età ma anche di statura. D'altronde Pafundi in campo è sempre stato un peperino, anche sul piano caratteriale, aspetto che però ha limato col tempo.

Non ha tolto il pepe dal suo gioco, però, anzi lo rende davvero irresistibile. Studia Messi, partendo da Pereyra, che ha condiviso lo spogliatoio dell'Albiceleste con lui. Segue molto anche Deulofeu, perché innamorato appunto di come questi giocatori sappiano giocare nello stretto. Deve migliorare ancora in qualcosa, com’è giusto che sia, e Gabriele Cioffi non lo risparmia, anzi: Mi sgrida, in un primo momento, ma poi mi prende in disparte e mi corregge qualcosina. È un grande uomo, non si accontenta mai”.

In questa stagione, poi, è anche arrivato il momento di realizzare un altro sogno, quello successivo alla firma del suo primo contratto da pro nel giorno del suo sedicesimo compleanno: “Ringrazio l'Udinese per la grande opportunità che mi sta dando - disse. Voglio esordire qui, perché qui ci sono cresciuto e mi piacerebbe cominciare tutto proprio dall’Udinese. Detto fatto, il 22 maggio 2022 sarà una data da "incorniciare". Il tuo momento è arrivato prima del previsto, Simone... Tanto ci sei abituato, no?

PER SCOPRIRE DI PIÙ SU SIMONE PAFUNDI, LEGGI ANCHE L'ARTICOLO DI MONDOPRIMAVERA.COM



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