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La 'Golden next generation' conquista il mondo: tutto il meglio dell'Inghilterra Under 20

| News calcio | Autore: Edoardo Colombo

In Inghilterra il prodotto calcistico è ben confezionato. Piace, è ricco di appeal. La retorica comune, infatti, dipinge la Premier League come il massimo standard di eccellenza: spettacolo, fascino, sicurezza e giovani talenti sempre in vetrina. Nell’ultimo periodo, però, questi fattori hanno fatto scivolare in secondo piano un valore ‘abbastanza’ importante nel calcio: la vittoria.

Sì: da quelle parti il culto dell’intensità e del bello, forse, vale più di tutto il resto. Ma non per loro, quelli della ‘next golden generation’. World Champion, sì: perché l’Inghilterra è la nazionale campione del mondo nella categoria Under 20. Belli, certo, ma finalmente concreti e vincenti. E allora, ruolo per ruolo, accendiamo assieme la luce sui protagonisti di questo successo d’oltremanica. Ah, ovviamente con un occhio al calciomercato.

Freddie Woodman



Dicono sia una ‘rising star’, Freddie Woodman. Per il momento, di sicuro, lui è il goalkeeper under 20 più felice del pianeta. Generazione del 1997 la sua, nato nel Crystal Palace e forgiato dall’Academy del Newcastle. Disciplinato e sicuro, portiere vecchio stampo. In Corea del Sud ha subito solo tre gol, ricoprendosi d’oro per la seconda volta dopo la vittoria agli Europei di Malta Under 17. Al St. James Park quest’anno non è stata la prima scelta, il posto fisso lo ha trovato però da gennaio in Scozia: in prestito al Kilmarnock. E ora Mondiale, parando al 74’ il rigore in finale col Venezuela a Peñaranda: sì, da vera rising star.

Dominic Solanke

Lui è il diez. Sì, roba calda e latina nella fredda Inghilterra. Fantasia e progressione il suo core business, con allegato dribbling dal tasso alcolico pesante. Perché Dominc ti punta e ti ubriaca, sempre. Si diverte. Tasto destro del joystick (quello dei ‘numeri’) e via a fare reparto da solo. Attaccante centrale puro. Andiamo con le cifre: classe 1997, 186 centimetri e quattro gol a questo Under 20. Ah, due proprio contro l’Italia: appunti presi e occhi stropicciati. Ecco, sfumiamo un attimo il colore: Blues, uguale Chelsea. Solanke è cresciuto proprio in zona Stamford Bridge, esordendo in Champions League nel 2014 a soli 17 anni. Poi sette gol in prestito al Vitesse, e quest’anno? Poco, Conte non lo ha visto: meglio cambiare quindi. E così, dalla prossima stagione, Dominic ha deciso di unirsi al progetto Liverpool. Intanto, però, il ragazzo si gode la ‘Golden Ball for best player’: da campione del mondo.

Dominic Calvert-Lewin

Giusto un piccolo dato: la finale contro il Venezuela l’ha decisa lui. Attaccante di un Everton che forse, prima o poi, perderà Lukaku. E da oggi per lui sarà più facile convincere Ronald Koeman a utilizzarlo di più. Anche se Calvert-Lewin un gol in Premier League questa stagione lo ha già realizzato nel 4-0 contro l’Hull City. E ora per questo 1997 arriva anche il Mondiale, grazie al suo gol decisivo.

Ademola Lookman

Anche lui è un ‘Evertonians’: dalla League One alla Premier. Dal Charlton al trasferimento a gennaio per crescere con Koeman. E Ademola, per presentarsi, entra nel finale contro il Manchester City e bagna il suo esordio con un gol: guadagnandosi fiducia e arricchendo il suo CV di referenze importanti. Vincendo, anche. Doppietta alla Costa Rica e gol all’Italia: esterno, seconda punta, ala o centravanti. Giovane tuttologo del pallone, ah: Campione del Mondo.

Radunare i più grandi calciatori del pianeta, ma non solo: perché ora, in Inghilterra, si torna a vincere. Il 4-2-3-1 cucito da Paul Simpson ha ridato slancio e stile al football inglese. In fondo, da quelle parti, il calcio è una metafora di vita: tra fascino, estetica e concretezza. E ora con un Mondiale in più.

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