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Data: 18/03/2017 -

Juventus, il presidente Agnelli in risposta al deferimento: "La società non ha nulla da nascondere, tutto ciò è inaccettabile"

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In merito al deferimento notificato nella giornata odierna da parte della procura federale, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha voluto rispondere così, in conferenza stampa all'accusa mossa dalla giustizia nei suoi confronti, ribadendo la totale estraneità ai fatti denunciati:

"Nella giornata odierna, mi è stato notificato un deferimento da parte della procura federale, che riguarda il sottoscritto, il dottor Francesco Calvo, all’epoca nostro dirigente, il signor Alessandro D’Angelo e il signor Stefano Merulla. Questa società, i suoi dipendenti e il sottoscritto non hanno nulla da nascondere o temere, ed è questo il motivo per cui sono davanti a voi, seppur per pochi minuti: nei mesi scorsi i dipendenti della Juventus, che godono della mia massima fiducia, hanno collaborato con la procura della Repubblica di Torino in veste di testimoni, nel quadro di un’indagine riguardante alcuni personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo e meticoloso anche con l’uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, e non è mai mutata. Erano testimoni e sono rimasti tali sino alla chiusura delle indagini penali: oggi, la procura federale, anzichè limitarsi a testare eventuali regolarità nella vendita dei biglietti, emette un deferimento nel quale il mio nome e quello dei nostri dipendenti rivestirebbero un ruolo di collaborazione con la criminalità organizzata: tutto ciò è inaccettabile. Ed è frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia. Vi ricordo che l’attività di ordine pubblico e prevenzione per le partite di calcio vengono svolte con tutta la collaborazione delle forze dell’ordine e del personale della Juventus: mi difenderò, difenderò i nomi dei nostri collaboratori e soprattutto difenderò il nome dei collaboratori della Juventus, che per troppe volte è stato infangato e sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva. Tale difesa avverrà nelle sedi opportune e vi invito, sin da oggi, ad approfondire le tematiche di inchiesta che ha visto curiosamente sparire dalla scena mediatica gli accusati di reati mafiosi per essere sostituiti da testimoni che hanno l’unica colpa di lavorare per una società molto famosa e sulla bocca di tutti. Per evidenti motivo non risponderò nel merito del provvedimento oggi davanti a voi perchè penso sia doveroso farlo davanti alla giustizia sportiva. Vi invito tuttavia a essere a vostra volta testimoni e non strumenti per conclusioni pregiudiziali, che sarebbero a mio avviso in pieno contrasto e sbagliate contro quelle tratte dalla giustizia penale. Come ho scritto alcuni giorni fa, non ho mai incontrato boss mafiosi: a cadenze regolari, come noto, ho incontrato tutte le categorie dei tifosi, siano essi Juventus Member o gruppi ultrà. E’ sempre stata un’attività fatta alla luce del sole e penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all’epoca dei fatti non era noto nè a me nè ai dipendenti della Juventus. E all’argomento che qualcuno di voi potrebbe opporre, che gli ultrà non siano stinchi di santo, vi posso dire che posso anche condividere, ma che rispetto anche le leggi dello stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare stadi di calcio. La Juventus così come ogni altra società calcistica collabora con lo stato ed è stata indicata come esempio virtuoso, ma non può certamente sostituirsi alle forze dell’ordine. Penso fosse doveroso da parte mia presentarmi davanti a voi oggi, così come ho dato disponibilità a presentarmi davanti alla commissione antimafia: perchè potreste quantomeno sapere, direttamente da me, quale sia il mio pensiero senza alcuna mediazione. So che alcuni di voi si sono esercitate su possibilità di cambiamento del management Juventus: mi spiace per voi, ma questo gruppo di dirigenti formato da me, Marotta, Nedved, Paratici ha intenzione di far crescere la Juventus ancora per parecchio tempo".

Tags: Juventus



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