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Focus Siracusa - Salvezza, sogni (di playoff) e conti in ordine. Dal ds Laneri a Sottil: i segreti di una favola Made in Sicilia

| Storie | Autore: Matteo D'Aquila

"Pensate che mi sia dimenticato di quello che è successo cinque anni fa?". Eh no. Non lo ha dimenticato lui, non lo ha dimenticato una città intera. Un sogno di quelli con la... B maiuscola: inseguito, dopo 50 anni raggiunto sul campo, poi svanito. Problemi finanziari e crac, fine dei giochi.

SALVEZZA? NEXT STEP - "L'anno scorso ho deciso di tornare con la squadra all'ultimo posto in Serie D: probabilmente non lo avrebbe fatto nessuno. Ma io questo posto lo amo!". Sarà per questo che, adesso, Andrea Sottil ha deciso di trasformare il Siracusa in una (quasi) perfetta macchina da guerra. Tre vittorie consecutive, quattro nelle ultime cinque gare - con quindici gol all'attivo - nel girone C di Lega Pro. 'Squadra più in forma del campionato', vox populi. Numeri che non mentono mai e sesto posto in classifica. Che tradotto vuol dire - momentaneamente - playoff. Salvezza? Obiettivo dichiarato e praticamente ormai conquistato. Step successivo, prego.

ANTONIO CONTE STYLE - "Sì, 41 punti a inizio marzo sono tanta roba. Ci siamo allontanati dalla zona pericolosa e adesso possiamo giocare 'spensierati'. Deve essere questo il nostro valore aggiunto nelle ultime dieci finali". Finali sì, non partite. Eye of the tiger, mai un calo di concentrazione. Sottil in conferenza presenta le gare così. E i suoi, in campo, lo seguono. Eccome: vietato farlo arrabbiare. In panchina, poi, uno spettacolo lungo novantacinque minuti. Idolo incontrastato dello stadio 'De Simone' - vero fortino azzurro (otto vittorie nelle ultime nove partite) -, ovazioni e cori tutti per lui all'ingresso sul terreno di gioco. Tarantolato, urla e indicazioni continue dal primo all'ultimissimo secondo. Pieno Antonio Conte style. Vincere è l'unico mantra, la regola base per l'ex difensore di Fiorentina, Udinese e Catania. Vincere è l'unica cosa che, a Siracusa, ha dimostrato di saper fare: 100%, due campionati su due. Lega Pro prima (2011/12), Serie D poi (2015/16). Lavoro e umiltà alla base dei successi dell'allenatore azzurro, in un contesto risanato dalla famiglia Cutrufo.

REGOLA NUMERO UNO: CONTI IN REGOLA - Una favola quella della società siciliana, nuovamente tra i professionisti dopo essere sprofondata in Terza Categoria. Sì, nessuno scherzo: dalle sfide col Cassaro ai derby con Catania e Messina. Due promozioni consecutive, dall'Eccellenza alla Lega Pro sotto la guida del presidente Gaetano Cutrufo, con la voglia di guardare oltre mantenendo sempre i piedi per terra. Serie B? "Con calma. Ma prima o poi...". Idee chiare per il presidente e per il direttore generale, il fratello Giancarlo: "Entro la fine dell'anno vogliamo dare il via allacostruzione del nuovo centro sportivo". 'Ma allora fanno sul serio!', grida una città affamata di grande calcio. Che finalmente sogna di nuovo, grazie ad una squadra prima additata come sicura retrocessa (due soli punti nelle prime sei giornate), poi osannata in ogni dove.


VOGLIA DI RISCATTO - A progettarla sempre lo stesso architetto di cinque anni prima, il direttore sportivo Antonello Laneri. Parole poche, sigarette tante. Risposte sul campo ancor di più. "Mi serve gente che abbia fame, voglia di riscatto". Come quella mostrata da Filippo Scardina, che dopo qualche annata grigia ha riscritto la storia firmando - dopo 64 (!) anni - la vittoria al 'De Simone' nella partita più sentita, il derby contro il Catania. Come quella di Marco Turati, tornato 'The Wall' e tra i migliori difensori della categoria dopo l'incubo calcioscommesse. O di Lele Catania, nuovamente tra i Pro dopo anni in Serie D e capocannoniere della squadra nonostante la carta d'identità, alla voce età, dica (quasi) 36. Fino a Fernando Spinelli, il capitano, reduce da quel sogno trasformatosi in incubo nel maggio 2012.

VIETATO NON SOGNARE - Ora un presente fatto di sorrisi. Sesto posto momentaneo al ritorno in Lega Pro, salvezza praticamente conquistata, piazzamento in piena zona playoff. Il domani in continuo divenire, grazie a progettazione e conti in regola. E quel passato che ritorna ancora: "Pensate che mi sia dimenticato di quello che è successo cinque anni fa?". Non lo ha dimenticato Sottil, non lo ha dimenticato Siracusa. Che adesso sogna. Di nuovo.



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