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Lungo la via Emilia: da Parma a Sassuolo, Ghion e gli altri talenti

| Storie | Autore: Redazione

Chissà che emozione deve aver provato quando De Zerbi gli ha detto: “Dai, cambiati. Tocca a te”. Non possiamo immaginarla, solo intuirla. Anche perché esordire di questi tempi, vuol dire giocare in un clima da allenamento, ma con la tensione di una partita di Serie A. Forse non è più difficile, ma sicuramente non è più semplice. Tre minuti o poco più in campo saranno sicuramente serviti ad Andrea Ghion per rompere il ghiaccio con la Serie A: ha vent’anni, vuole diventare un centrocampista di successo, e il talento non gli manca. Origine? Mantovana, ma è quasi emiliano di adozione.

Ghion Duncan Sassuolo Fiorentina GETTY

Il passato nel Parma

Perché quella di portarlo al Parma fu un’intuizione di Francesco Palmieri, che tutti nel mondo del calcio chiamano Checco: era ancora la società di Ghirardi, che da un punto di vista di scouting era a ottimi livelli. Giocava nei giovanissimi. Sognava l’esordio con i ducali, ma qualcosa andò storto: nel 2015, il Parma dichiarò fallimento e Ghion, vicinissimo proprio alla Fiorentina contro cui ha esordito ieri tra i grandi, venne convinto da Palmieri ad andare al Sassuolo. “Continueremo a lavorare insieme”, gli disse. Era un modo per non disperdere i frutti di un lavoro portato avanti per anni.

Defrel IMAGE.jpg

E in effetti oggi a Sassuolo c’è molto di quel Parma dei giovani che avrebbe potuto avere un futuro importante e che ora fanno invece parte dell’interessante presente dei neroverdi. In panchina contro la Fiorentina, oltre a Ghion c’erano anche Piccinini (difensore centrale classe 2002) o Haraslin, centrocampista slovacco classe ‘96 che dopo il Parma è rimasto fino allo scorso gennaio al Lechia Danzica. Con De Zerbi ha già giocato quattro volte, prima e dopo lo stop forzato di questi mesi.

De Zerbi GALLERY

Una lista lunga

E poi non si può nemmeno dimenticare di un certo Gregoire Defrel: altra intuizione di quel Parma che lo acquistò a 19 anni da una squadra di seconda categoria francese. I numeri parlano per lui. Ghion è solo l’ultimo di una lista molto nutrita, che va da Jose Mauri a Lapadula, da Cerri a Dell’Orco e molti altri ancora. Un Parma che, allora, avrebbe potuto godere di un lavoro meticoloso, portato avanti da Palmieri e tutto il suo staff, ma che si è interrotto di colpo, senza nemmeno troppo preavviso. E pensare che qualche anno dopo, proprio a Palmieri era stata offerta la direzione sportiva della società risorta: il Sassuolo non lo liberò, toccò a Faggiano che pure sta lasciando il segno. Storie di incroci sulla via Emilia. Di solito è drittissima, in questo caso un po’ tortuosa, ma incredibilmente ricca. Da Parma a Sassuolo: le prospettive non mancano (basti pensare anche a Gian Marco Ferrari o Turati…). Così come i sorrisi. Chiedere a Ghion, per credere.

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