Open Var, Tonolini: “Giuste le valutazioni su Mckennie e Ahanor. Il tocco di braccio di Martin non era punibile”

Le analisi del vice commissario della CAN, Mauro Tonolini, sugli episodi arbitrali più discussi della ventitreesima giornata di Serie A.
Come ogni post giornata, sono stati analizzati gli episodi arbitrali più discussi di queste 10 partite di campionato alla trasmissione di DAZN “Open Var”.
Dai cartellini a Mckennie e Ahanor fino ai rigori in Lazio-Genoa. Di seguito tutte le analisi del vice commissario della CAN, Mauro Tonolini.
Il primo episodio analizzato è stato il cartellino giallo assegnato a Weston Mckennie al minuto 26 di Parma-Juventus: “Questa è una situazione che tipicamente alta molto la soglia d’attenzione da parte degli arbitri. McKennie sbaglia il controllo e prova a recuperarlo con un movimento verso il pallone. Fourneau è molto ben posizionato, ha fatto un’ottima prestazione. Corretto il giallo, pur in una situazione molto al limite, come osservano giustamente Maresca e Gariglio in Sala VAR, è uno step on foot alto ma non abbastanza alto da trasformarsi in grave fallo di gioco”.
Successivamente, il focus si è spostato sul cartellino rosso assegnato ad Ahanor al minuto 8 di Como-Atalanta: “Corretto il provvedimento, che esce da un lavoro della squadra di Pairetto. Corretto il rosso per il calciatore dell’Atalanta e Corretto anche il giallo per atteggiamento antisportivo di Perrone”.
Tonolini: “Il tocco di braccio di Martin non era punibile”
La partita con più episodi arbitrali da analizzare per questa giornata, è stata sicuramente Lazio-Genoa in cui sono stati assegnati ben tre calci di rigore tutti tramite On Field Review. Sul primo rigore, Tonolini ha dichiarato: “Situazione estremamente complessa, estremamente limite. Ci siamo confrontati come era doveroso con FIFA e UEFA su questa situazione. Abbiamo condiviso che è una situazione di non punibilità.
È chiaro che il braccio di Martin nella maggioranza dei casi porta una punibilità. La situazione nasce però da un rimpallo, questo rimpallo cambia radicalmente la direzione del pallone, rendendo lo stesso totalmente inaspettato per Martin. C’è grande vicinanza, non c’è l’attitudine neanche istintiva da parte di Martin di tenere un braccio così alto per occupare maggiore spazio. È ovvio che se il braccio di Isaksen fosse andato direttamente sul braccio di Martin parleremmo di un’altra cosa, di un tocco punibile”.
Ha poi continuato la spiegazione: “È una situazione limite, sulla quale viriamo verso la non punibilità. È una situazione differente rispetto a quelle di Juventus-Cremonese (Baschirotto) e quello di Maripan (Como-Torino). In quei casi abbiamo un auto deviazione, il pallone viene deviato dallo stesso calciatore che poi tocca il pallone con la mano. In entrambi i casi questi calciatori hanno un braccio in posizione punibile prima ancora che il tiro che il cross o il tiro venisse effettuato. Si sono presi un rischio per fare sé stessi più grandi, cosa che non è ravvisabile nella dinamica di Martin”. Poi sugli altri due episodi: “Il secondo è un rigore chiarissimo, senza alcun dubbio. Intercetta il tiro con un braccio fuori sagoma. Anche il terzo rigore è netto, difficile da vedere dal campo, in questo caso VAR e AVAR hanno svolto un lavoro eccellente”.