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Data: 01/11/2016 -

Dalla tesi su Crujiff alla... 'benedizione' di Mou: alla scoperta di Vitor Pereira, il nuovo profilo sondato dall'Inter

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Crujiff come modello, il calcio come passione. L’Inter nel futuro? E' una possibilità. Nome: Vitor. Cognome: Pereira. Il resto lo lasciamo, troppo lungo sennò. E’ lui il nuovo profilo sondato indirettamente dalla società nerazzurra, impegnata nella ricerca del successore di Frank De Boer, esonerato proprio nella giornata di oggi.

Da Pioli a Hiddink, passando per Guidolin e Leonardo. Ma c'è anche Vitor Pereira, il meno noto degli altri ma tutt'altro che incompetente. Cresciuto con il modello calcistico di Crujiff, Pereira si laurea proprio con una tesi incentrata sul calcio del Barcellona di Johan, un vero mentore per il portoghese. Dai libri al campo il passo è breve. Vitor inizia con Espinho e Santa Clara, esperienze che si rivelano un trampolino di lancio per l’élite europea.

Nel 2010, infatti, Villas Boas lo chiama come suo assistente al Porto. Pereira rinuncia a tutte le offerte sul tavolo e accetta la scommessa. Primo anno e subito poker di trionfi, con i Dragoni che conquistano Liga, Coppa di Portogallo, Supercoppa portoghese e UEFA Europa League. L’anno successivo, Villas Boas vola al Chelsea. Mentre Pereira diventa il nuovo manager del Porto con la benedizione di un certo… Josè Mourinho: “Non era un assistente normale per Villas Boas. Era più di un allenatore aggiunto. Puó fare molto bene in panchina al Porto". In Portogallo rimane due stagioni, poi accetta l’incarico dell’Al-Ahly e si trasferisce in Arabia, vivendo un’esperienza esotica ma non particolarmente esaltante.

C'è dell'altro nel suo passato. La Grecia, sei mesi e un double Coppa-campionato conquistato; poi il Fenerbahce. In Turchia l’avventura si chiude in maniera clamorosa dopo solo una stagione, quando il club lo esonera per delle frasi poco carine espresse durante un soggiorno in patria. Nel futuro di Pereira potrebbe esserci l'Inter, perché no: la proprietà Suning valuta un allenatore di livello internazionale. Per una panchina che continuerebbe a parlare straniero. Precisamente, portoghese. E l'ultimo portoghese su quella panchina ha portato decisamente bene.



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