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Dalla Masia alla finale da ex col Boca: Tigre per il titolo con El Gigoló Martinez

“Borombombóm es el equipo del Gigoló”. Questo coro è diventato virale per la prima volta negli spogliatoi del Tigre dopo la promozione in Primera dello scorso dicembre.

 

 

El Gigolo è il soprannome di Diego Martinez, allenatore del club di Vitoria che ha una somiglianza con Javier Bazterrica, un truffatore diventato famoso in Argentina nel 2015 dopo essere stato denunciato penalmente dalla sorella del coreografo e produttore Flavio Mendoza. Prima Martinez era solo El Pelado o El Peladito, ma all’Estudiantes di Buenos Aires è stato soprannominato così dai suoi giocatori. E domenica potrebbe diventare il nuovo campione del futbol argentino, con la finale della Copa de la Liga Profesional contro il ‘suo’ Boca Juniors. Già perché il 43enne allenatore ha iniziato proprio nelle giovanili del club azul y oro.

 

 

Un percorso che parte da lontano, dai campi sterrati dell’Ascenso (le serie minori) passando per l’erba della Masia del Barcellona, fino a una finale che si giocherà al Mario Alberto Kempes di Cordoba. Dopo una carriera da esterno sinistro tra Colombia, Guatemala e Grecia, nel 2011 si è ritirato e ha iniziato ad allenare nella filiale della società blaugrana in Argentina sotto la gestione del Coqui Raffo. Ha avuto l’opportunità di allenare anche 6 mesi nelle giovanili del club catalano, prima di tornare in patria e allenare il Boca. Qui ha conosciuto Obando, Equi Fernandez e Facundo Colidio, i tre giovani che vivranno la finale da ex, oltre al Chapa Retegui. E proprio l’attaccante dell’Inter è stato fondamentale nel cammino del Tigre, con il gol decisivo segnato al River Plate al Monumental nei quarti di finale.

 

https://twitter.com/catigreoficial/status/1524736157766070273?ref_src=twsrc%5Etfw

Ituzaingo, Canuelas, Comunicaciones, Midland, Estudiantes e Godoy Cruz. Dal 2015 a oggi, Martinez ha allenato in tutte le categorie in Argentina ed è arrivato ad allenare il Tigre grazie a una vittoria per 1-0 in amichevole proprio contro il club di Vitoria, quando allenava il Canuelas. In quell’amichevole aveva colpito positivamente il presidente Ezequiel Melaraña, che anni dopo si è ricordato di lui, ma nel frattempo aveva ottenuto la promozione nel Nacional B con l’Estudiantes e aveva conquistato una semifinale di Copa Argentina contro il River Plate di Gallardo.

 

 

Un calcio propositivo proprio come quello del Muneco, ma è chiara anche l’influenza catalana nel suo 4-2-3-1. L’idea di essere sempre protagonista contro chiunque ha permesso al Tigre di qualificarsi da neopromossa alla finale. Dopo il terzo posto nella prima fase, l’impresa contro il River e la vittoria ai rigori contro l’Argentinos Juniors. Domenica parte da sfavorito, contro un avversario con cui ha già perso 2-0 appena 12 giorni fa. Vedremo se a distanza di 6 mesi tornerà a risuonare quel coro per replicare la vittoria del 2019, quando il Tigre allenato da Gorosito aveva vinto da retrocesso per la prima volta un titolo in 116 anni di storia, con il trionfo nella Copa de la Superliga proprio contro il Boca al Kempes di Cordoba.

 

Mattia Zupo

Giornalista pubblicista e studente in Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Fiorentino nato a Fiesole nel 1996. Notti magiche, quelle passate a vedere il calcio sudamericano, dove il talento e la garra prevalgono sulla tattica. Uno sguardo al futuro e uno al passato alla ricerca di storie legate al fútbol.

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