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Youth League, Porto campione! Diogo Queirós: “Vi svelo i nostri segreti”

| Interviste | Autore: Matteo Moretto

Il Capitano del Porto che ha trionfato in Youth league si racconta ai nostri microfoni

Portoghese, nato a Oporto, capitano del Porto B campione della Youth League U19 2018/2019. Non male il biglietto da visita di Diogo Queiros, difensore giovanissimo, classe 1999. “Giocare per la squadra della propria città è già un onore, figurati vincere qualcosa con la fascia al braccio. Indimenticabile. Un orgoglio. Darò sempre tutto per questo club”. Riconoscenza.

Ma i segni particolari del ragazzo sono altri: è biondo, lo si nota subito. Per essere un centrale è anche ‘bassino’, circa 1.85 cm, e non è un caso che il suo modello sia uno di quella stazza lì. “Otamendi! L’altezza non è il nostro forte ma puntiamo su altre qualità”. E che qualità! Non ci riferiamo al fatto che parla un ottimo inglese e che gli piaccia studiare, ancora, nonostante il pallone. “Sono iscritto alla facoltà di osteopatia. Sto cercando di laurearmi ma non è facile con il lavoro che faccio. Tempo al tempo”.

Diogo, in campo, è una garanzia: anticipo, chiusure, impostazione, leadership. La vittoria della Champions League dei giovani non è certamente un caso, soprattutto per uno come lui, soprattutto per una squadra come il Porto. “Io sono cresciuto e sto crescendo all’interno di questo club - 45 partite, di cui 41 da titolare, nel Porto B negli ultimi 2 anni - e ti posso assicurare che si lavora per vincere. Si gioca per vincere. I requisiti che devi assolutamente avere per far parte di questo mondo sono quattro: passione, ambizione, rigore, competenza. Sono i quattro pilastri che qui, al Porto, ti insegnano fin dai primi calci. Poi ovviamente serve dare sempre tutto per la maglia, non mollare mai”.

Teoria applicata. “Dedico questo trionfo in Youth League contro il Chelsea a tutti noi, dai compagni allo staff, alla città di Oporto, al Portogallo. Abbiamo lavorato molto per ottenere questo risultato. Se ho dormito con la Coppa? No! Magari! Ma con la medaglia si. La conserverò nel mio spazio dei trofei” ammette, dove ci sono anche altre due medaglie d’oro: campione d’Europa U-17 e U-19 con il Portogallo.

A proposito del titolo appena citato, vinto nel 2018 in finale contro l’Italia. “In quell’occasione ho avuto modo di vedere dal vivo uno degli attaccanti più forti in circolazione della mia età: Moise Kean”. Generazione di fenomeni. Dal ‘9’ offensivo al ’19’ di difesa, il colore della maglia non cambia: “Dei difensori italiani ammiro molto Bonucci. Lo studio, mi piace come imposta, come si muove. Ha grande tecnica”.

Un futuro in Italia, perché no. “E’ una possibilità, non la scarto. Ma in questo momento sono totalmente focalizzato sul Porto. Quando finisce la stagione vedremo. Certo, ho tanti sogni, ma uno dei più grandi è debuttare in prima squadra". Il presidente Pinto da Costa, forse, già ci ha pensato, fissandogli una clausola di rescissione a 25 milioni di euro. Per un classe 1999. “Venduto Militao al Real Madrid, quasi venduto Felipe all’Atletico, serviranno difensori centrali per la prossima stagione no?”. Diogo non dribbla, va in tackle. “Speriamo ci sia spazio per me!”. Deciso, con tono da leader. Ma d’altronde il biglietto da visita parla chiaro.

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