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Ribelle, la "prima" di Davide Bisoli è alla Van Basten: "Rete dedicata a papà: è lui il mio idolo"

| Interviste | Autore: Francesco Caruso

Cuore, grinta e tackle: questo è il DNA della famiglia Bisoli. Il primo fu Pierpaolo. Bisolone a Cagliari ha visto nascere due degni eredi, Dimitri e Davide, che adesso in quanto a temperamento e personalità non gli sono certo da meno. Chiedete a Davide. Come papà, che si ruppe due volte tibia e perone, ha dovuto subire ad appena 19 anni un brutto infortunio. Era aprile quando Bisolino ha riportato la rottura del legamento crociato e del menisco esterno: è stata l'ultima partita giocata con il Forlì. Quest'anno ha scelto Ravenna. Un calvario dal quale Davide, il più piccolo di casa, è uscito alla grande, trovando anche la gioia della rete con il suo Ribelle, la prima in carriera.

E che rete. In semirovesciata, al volo, da cineteca: Davide, ma non fai il mediano? "Già, ma ogni tanto cerco anche io di buttarla dentro (ride). Sono un centrocampista di rottura, però questo gol me lo prendo molto volentieri. Quando ho visto la palla arrivare dalla destra non ci ho pensato due volte: è uscito perfetto. Sono felice perché chiude un periodo difficile per me e tra l'altro è la prima rete con i 'grandi'. E poi è un gol pesante, da tre punti. Gioco in un club serio, con delle ambizioni e sono stato fortunato perché ho dei compagni splendidi. Non potevo chiedere di meglio".

Dediche speciali... : "Naturalmente sì. Rete dedicata a papà che proprio domenica scorsa compiva cinquant'anni e alla mia ragazza che mi ha accompagnato sempre in questo periodo complicato. Scaramantico? Il giusto. Forse sì, dai, il compleanno di Bisolone ha portato bene. Dimitri ha dedicato il primo gol con il Brescia a me? Certamente è anche suo. Noi abbiamo un ottimo rapporto, ci sentiamo tutti i giorni, ci diamo dei consigli. Siamo molto legati: non c'era certo bisogno di dedicargli la rete per fargli capire quanto gli voglio bene".

La rottura di crociato e menisco è stata la più grande prova di questo inizio di carriera? "Assolutamente sì', è stato un infortunio shock. Devo tanto alla mia famiglia che mi è stata molto vicino e, come detto, alla mia ragazza, che mi ha sopportato più del solito. E naturalmente ai miei amici: senza di loro non sarebbe stato facile uscire fuori da questo calvario. Le giornate erano lunghe, non riuscivo a scaricare l'adrenalina. Poi ho cominciato ad allenarmi due volte al giorno: un modo l'ho trovato. Quei mesi mi hanno messo duramente alla prova. Per fortuna è tutto alle spalle".

Nato a Cagliari, cresciuto a Cesena, ma tifi per? "La Roma. La passione per i colori giallorossi è nata quando ero bambino e questa simpatia è rimasta forte anche ora. Idolo? No, lo so che lo pensi, ma non è De Rossi, che stimo tantissimo. Il mio idolo e il mio modello è papà. Ho cercato sempre di rubargli qualche segreto e di imparare movimenti e posizionamento. Quando giocava ero troppo piccolo, mi aiuto con le videocassette.Anche con lui ci sentiamo tutti i giorni e mi riempie di consigli e quando ho dei dubbi lui è sempre pronto a darmi una mano. Amore e rispetto, questa è la famiglia Bisoli".

A proposito di consigli. Ruolo preferito e dove pensi di dover migliorare? "In tutto, ogni giorno è utile per crescere. Sono un centrocampista centrale, prevalentemente una mezzala. Faccio della grinta e del temperamento i miei punti di forza, ma quando posso cerco di inserirmi e di buttarla dentro. Tra le cose da migliorare una la metto di sicuro, la velocità". Hai girato tante città, a quale sei più legato? "A Cesena, dove abito tuttora. Quest'anno ho finito il Liceo Sportivo, quello delle comunicazioni. Per adesso ho smesso di studiare. Solo allenamenti e pallone, stando attentissimo alla forma, dolci permettendo... (ride di nuovo)".

Il presente dice Brescia, Vicenza e Ravenna, ma in futuro riusciremo a vedere i Bisoli riuniti in un'unica squadra? "Magari, sarebbe bellissimo. E' tra i miei sogni e un giorno forse si realizzerà...". Intanto Davide si è già preso la sua prima soddisfazione e una piccola rivincita sulla sfortuna.

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