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Rewind Champions 2005: l’incubo di Istanbul. Il Liverpool supera il Milan con la rimonta più incredibile di sempre

| News calcio | Autore: Salvatore Malfitano

Liverpool 2005: Dudek, Finnan (dal 46' Hamann), Carragher, Hyyppia, Traoré, Xabi Alonso, Luis Garcia, Gerrard, Riise, Kewell (dal 23' Smicer), Baros (dall'85' Cissè). All. : Rafael Benitez.

Sono poche le partite che passano alla storia. Rimonte che tuttora vengono usate come monito, che insegnano come un avversario non vada mai dato per spacciato, finché l’arbitro non fischia la fine. Protagonista di questo miracolo sportivo è il Liverpool di Rafa Benitez, che nel 2005, nella finale di Istanbul, rimontò lo 0-3 del primo tempo: in sette minuti, tra il 54’ e il 60’, Gerrard, Smicer e Alonso pareggiarono i conti; dopo essersi miracolosamente salvati ai supplementari, gli inglesi vinsero ai calci di rigore. Tra i Reds non c’erano promesse giovanissime, ma una squadra tutto sommato esperta e matura: il più giovane, tra i 14 che scenderanno in campo, è Milan Baros, classe ’81, fresco capocannoniere degli Europei 2004. I rossoneri si rifaranno, due anni dopo, nella finale di Atene; ma l’atmosfera surreale di quel 25 maggio di undici anni fa rimarrà impressa nella mente di ogni appassionato. Scopriamo, invece, che fine hanno fatto gli artefici di questa impresa.

Jerzy Dudek: la sua danza tra i pali prima dei rigori gli consegna i riflettori del mondo e la chiamata del Real Madrid nel 2007. Ritiratosi quattro anni dopo, ha mantenuto un profilo basso dopo l’uscita dal calcio giocato, tornando nella sua Polonia. E’ stato ambasciatore della finale di Europa League giocatasi a Varsavia lo scorso anno.

Steve Finnan: dopo il Liverpool, nel 2008 lo acquista l’Espanyol; chiude la carriera al Portsmouth nel 2010 dopo qualche acciacco. Poi, la svolta: decide di diventare imprenditore nel settore dell’edilizia. La sua Finnan Developments si occupa di progettare e costruire case a Londra, zona Wimbledon.

Jamie Carragher: una vita votata alla sua unica squadra. Dopo il ritiro nel 2013, è un apprezzato opinionista negli studi inglesi di Sky Sports.

Sami Hyyppia: nel 2009 passa al Bayer Leverkusen, che poi allenerà dopo essersi ritirato. La sua esperienza in panchina è proseguita col Brighton nel 2014 ed è tuttora in corso: dallo scorso agosto è l'allenatore dello Zurigo.

Djimi Traorè: dopo il Liverpool, il maliano ha girato le serie minori inglesi per poi approdare al Monaco. Quindi, il Marsiglia e poi l’MLS, con la maglia dei Seattle Sounders. Si ritira nel 2014, ma proprio due settimane fa la società statunitense gli ha proposto un impiego nello staff tecnico come esperto della fase difensiva che l’ex giocatore ha prontamente accettato.

Xabi Alonso: la carriera del centrocampista non è finita, per fortuna. Dopo il Liverpool, il Real Madrid se lo assicura nel 2009, mentre due anni fa si è accasato al Bayern Monaco.

Luis Garcia: l’infortunio del 2007 ne condiziona la carriera. Si trasferisce nello stesso anno all’Atletico Madrid. Quindi passa al Racing Santander, poi al Panathinaikos nel 2011. Trascorre, quindi, tre stagioni in Messico e annuncia il ritiro a gennaio 2014. Poi ci ripensa, va a giocare in India con l’Atletico de Kolkata e ora è in Australia con i Mariners.

Steven Gerrard: bandiera se ce n’è una, dalla scorsa stagione gioca in MLS, con i Los Angeles Galaxy.

John Arne Riise: dopo i Reds, il norvegese fu acquistato dalla Roma, con cui giocherà per tre anni. Poi torna in Premier, al Fulham; quindi, gioca un anno con l’Apoel Nicosia, uno in India con i Delhi Dynamos per poi tornare in Norvegia un mese fa alla squadra che lo ha cresciuto, l’Aalesund, dopo aver rescisso il suo accordo con un bookmaker maltese: un legame pubblicitario che in Norvegia non è ammesso per i tesserati.

Harry Kewell: uno dei più grandi “se” del calcio. Colpito da continui infortuni, come accadde anche in quella finale, passa al Galatasaray nel 2008; tre anni dopo torna in Australia, al Melbourne Victory, per poi accasarsi qualche mese in Qatar, prima di firmare con l’altra squadra di Melbourne, gli Heart. Si ritira nel 2014, e ora gestisce un’accademia per i giovanissimi talenti del calcio australiano, la Harry Kewell Academy.

Milan Baros: è l’unico, insieme al connazionale Smicer, che lascia il Liverpool subito dopo la finale. Va all’Aston Villa, poi un anno al Lione; si stabilizza col Galatasaray, con cui starà cinque stagioni, prima di tornare in Repubblica Ceca alla squadra che lo ha lanciato, il Banik Ostrava. L’anno scorso è passato al Mlada Boleslav, con cui è legato fino al 2017.

Dietmar Hamann: la sua carriera subì un rapido declino, dopo l’esperienza al Manchester City. Si ritira nel 2011 e, non essendo riuscito come allenatore, è stato ospite in diverse trasmissioni televisive, tedesche e inglesi ed è molto stimato per la sua conoscenza di questi campionati, tanto che Klopp lo voleva nel suo staff a Liverpool. Ma ultimamente ha guadagnato le copertine per un trapianto di capelli simile a quello di Rooney.

Vladimir Smicer: idolo in Repubblica Ceca, lascia i Reds dopo la finale vinta. Due stagioni col Bordeaux e poi torna al club che lo ha reso importante, lo Slavia Praga, ritirandosi nel 2010. Vive nel suo paese natale e questo lo ha fatto sparire dai radar.

Djibril Cissé: giramondo dal carattere focoso, Cissé ha avuto altre nove squadre dopo il Liverpool, tra cui la Lazio; ha giocato in Russia, in Inghilterra e in Francia, e ha chiuso la sua carriera da calciatore lo scorso ottobre, dopo aver firmato da poco un accordo con il JS Saint-Pierroise, squadra del campionato dell’Isola della Riunione (nell’Oceano Indiano ma sotto la giurisdizione francese), una lega che costituisce un girone della sesta serie francese.

Rafa Benitez: lascia il Liverpool nel 2010 per passare all’Inter. Dopo l’esonero, resta due anni fermo, firma con il Chelsea e poi col Napoli nel 2013. Dopo un biennio, passa al Real Madrid ma viene esonerato anche dai blancos; attualmente ha un contratto con il Newcastle che si rinnoverà solo se l’allenatore riuscirà a salvare i Magpies.

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