Qui Lisbona, a te Higuain: il "Pipita" scaccia le streghe
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Data: 31/10/2017 -

Qui Lisbona, a te Higuain: il "Pipita" scaccia le streghe

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LISBONA - "Il poeta è un fingitore", dice Pessoa. Al calciatore, invece, fingere deve riuscire un po' più difficile: se è scarico, non accenderà la luce in campo. Se è in serata, lo fa: proprio quando serve, proprio quando le streghe nella notte di Halloween... Ehm, di Champions, stavano iniziando a montare le tende negli incubi bianconeri. Ma Lisbona è la città della luce, dove le anime contrapposte convivono: che siano Sporting e Benfica, l'allegria di una giornata di sole nel Bairro Alto contrapposta alla malinconia espressa dal fado nei vicoli dell'Alfama o... la Juve dai due volti di stasera, poco cambia.

Ci pensa lui, a scacciare le streghe, l'uomo del momento: Gonzalo Higuain che, come direbbero da queste parti, trova la "gavetinha" (il pertugio) e mette i bianconeri nelle condizioni favorevoli per la qualificazione. Confusa e impacciata la Juve del primo tempo: tanti errori di misura, Alex Sandro, Mandzukic e Dybala con l'interruttore fisso su OFF e primo errore difensivo pagato carissimo.

Nel secondo tempo è un monologo: che va a ondate, ricorda il vento che soffia qui a Lisbona. In certi momenti aumenta e sembra che debba portare il gol da un momento all'altro. In altri si calma, così come la manovra della Juve che rischia di diventare sterile. Lo Sporting Clube de Portugal (guai a chiamarlo Sporting Lisbona qui) si chiude e riparte, pericoloso solo con Bas Dost che arriva in ritardo all'appuntamento con il 2-0. Gli altri applausi sono per Ristovski, che gioca solo per le assenze di Mathieu e Piccini, ultimo baluardo della difesa sportinguista.

Il momento giusto, dicevamo: specialità della casa del numero 9 bianconero, stasera in giallo. Scavetto letale, l'Alvalade si ammutolisce e lo spicchio juventino può finalmente tirare fuori l'urlo soffocato per 79'. Gli ultimi 10' passano in fretta, lo Sporting sa che non ha tante alternative alla vittoria se vuole sperare nella qualificazione, ma non impensierisce mai Buffon. Al fischio finale tra i portoghesi c'è amarezza, ma orgoglio: quello di una squadra nata "aristocratica" (il fondatore, Josè Alvalade, era il nipote del Visconte di Alvalade) ma che nel suo stadio sa accendere un calore che mette i brividi. Un ossimoro sì , che a Lisbona non stona: proprio come Higuain, che dopo le critiche di inizio stagione non sta più sbagliando una nota. "La nostra malinconia è piuttosto leggerezza, è lasciare che le cose accadano. Ha origine dalla sensazione che provano i marinai nel prendere il mare e da quella delle loro mogli che li vedono partire: a loro non resta che aspettare" dice Luis, guida turistica. Higuain scongiura questo pericolo, il gol aspettato a lungo alla fine arriva e riesce a trasformare la serata malinconica per eccellenza in quella che forse darà gli ottavi alla Juve. Non c'è più tempo per la saudade.



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