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Data: 10/11/2017 -

Milan, la carica di Borini: "Per il quarto posto non ci manca nulla, c'è tempo per risalire"

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Dai complimenti al compagno Suso fino ai consigli di Ancelotti. Fabio Borini si racconta attraverso il canale Facebook ufficiale del Milan, tra risate, aneddoti non solo. Iniziando dalla grande generosità durante le partite: “Corro tanto? Ho due polmoni come tutti! Scherzi a parte, ho tanta voglia di fare, poi in famiglia ho tanti che fanno atletica, quindi i polmoni sono un punto forte. Giocare da prima punta rappresenterebbe per me un ritorno alle origini. Sono nato in quel ruolo, ma quest’anno ho fatto altri ruoli. Non è sicuramente la posizione in campo a fermarmi. Suso è uno di quelli che mi ha impressionato di più, anche perché lo avevo già conosciuto al Liverpool. E' un giocatore cresciuto molto dal punto di vista tecnico e mentale". Fuori dall’Italia, il club preferito è il Borussia Dortmund: “Mi è sempre piaciuto, forse perché il giallo e il nero sono i miei colori preferiti”.

Dopo diversi anni all’estero, in estate il ritorno in Italia: “E’ stato bello - confessa Borini -, ho ritrovato le abitudini che avevo perso. Segnare contro il Napoli? Certo che ci proverò, prima arriva la squadra per il lavoro e per il gruppo, poi se capita l'occasione non mi tiro certo indietro. Quando ho segnato il primo gol con il Milan ho esultato come se fosse l’1-0. Segnare a San Siro è sempre bello, sicuramente un’emozione forte. La mia esultanza è nata un po’ come una polemica: è un modo per dire che non mollo mai, che ho sempre il coltello tra i denti”.

Della partita più bella fino ad ora, Borini parla così: "Una delle più emozionanti è stata la prima sfida contro il Craiova, è stato impressionante vedere lo stadio così pieno ad agosto. Le prime settimane qui a Milano sono state molto emozionanti, c’era sempre tantissima gente. Questo ti rende orgoglioso di giocare per il Milan. Il mio giocatore preferito della storia del Milan? Roberto Baggio, mi sono tatuato diverse frasi del suo discorso a Sanremo con diverse immagini che rappresentano, ad esempio, coraggio, gioia, passione, sacrificio e gioia. Tutto quello è ciò che sono io e di come vedo io la vita". Immancabile una domanda sugli obiettivi della squadra e sul quarto posto: “Non manca quasi niente, siamo una macchina nuova e abbiamo bisogno di rodaggio. Ci sono tanti giocatori nuovi, abbiamo giocato tante partite e si mischiano tanti giocatori con nazionalità e provenienti da campionati diversi. C'è tempo per risalire. All’interno dello spogliatoio c’è sempre un po' dibattito sulla musica che viene messa tra sudamericani, italiani e internazionali. C'è questo reggaeton che vogliono i sudamericani che prova ad interferire con la musica più da spogliatoio, perché non ci sappiamo muovere come loro noi. Il più simpatico è Paletta, ha delle uscite interessanti, prima o poi ci scriverò un libro!”.

Il numero di maglia? Facile scegliere: “Il 29 è la mia data di nascita, ma anche il giorno del mio debutto. Poi compare in molti altri aspetti della mia vita, come la somma della data del mio matrimonio”. Tra gli allenatori più influenti, impossibile non citare Ancelotti: “Mi ha portato in prima squadra al Chelsea e mi ha fatto debuttare. Sono molto riconoscente nei suoi confronti. Se mi rivedo in Gattuso? Come carattere forse sì. Ovvio la grinta e l'attitudine al lavoro ci vado vicino. Gattuso non l'ho conosciuto personalmente, ma mi baso su quello che vedevo dall'esterno”. Infine, una battuta sul compagno con cui si trova meglio in campo: “Con Hakan Calhanoglu, perchè vedo che mi cerca spesso. Anche con la lingua inglese, c'è feeling tra noi".

Tags: Milan



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